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Clint Eastwood non ha mai corrisposto il mio insano amore per i suoi occhi glaciali. La delusione mi costrinse a fuggire dall'altra parte del mondo per dimenticare il pistolero più sexy del Far West, e quelli che lui chiama musi gialli per me sono adorabili esseri della mia statura leggermente color crema. Nella loro grafia ho trovato i tratti del mio carattere, nelle loro parole ho trovato la confusione delle mie idee. Declamo poesie orientali, e nessuno mi segue. Analizzo antichi testi Taoisti, e qualcuno mi insulta. Ma io continuo, alla faccia vostra. Liberate il Tibet? No, liberate il cervello.
Il mio rock è fatto di bianche strisce chiuse in un garage, di motociclisti ribelli che mi hanno chiesto una foto estasiati, di quattro strumenti per quattro strumenti. Strappate le strisce, mettetele sui caschi dei motociclisti e dotateli di strumenti: io sono così, eccomi lì in mezzo a loro.
Interpreto e traduco, contemplo gli alberi, viaggio e attacco gli inglesi (miei cugini rinnegati) in compagnia di Bruce Lee. Ma sono fondamentalmente quella che in tanti definirebbero una "braa tosa". E soprattutto, sono Sempre Pronta.
Qualcuno mi considera ridicola, qualcuno un po' maldestra. Io cucino Sushi e Basmati, e confondo tutti.
No, i gatti non li mangio.