Il Panopticon - Redazione

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Anno 1984.
Il Grande Fratello mi voleva a tutti i costi. Fu l'entropia a salvarmi l'anno in cui catturarono il mio compagno Winston, non senza effetti collaterali. La mia paura era l'incomprensione, e gli scienziati non lo intuirono in tempo. Riuscii ad evadere con l'aiuto di V.
A poco è servito rifugiarmi per due anni nel Regno Unito, gli inglesi sono tutt'altro che riservati. Hanno spifferato tutto, traditori.

La mia figura post-moderna viene saltuariamente intaccata da cultura di basso-medio profilo con cui purtroppo, nella maggior parte dei casi, o per fortuna, nella restante piccola percentuale, vengo a contatto. Sanguino, ma non mi fermo. Lascio traccia delle mie passioni con la mia più grande passione, e per questo non ho scampo. O'Brien mi legge, proprio in questo momento, e non è il solo. Stanno arrivando. Non cerco divinità, O'Brien forse non se ne rende conto. Ma è troppo tardi ora.

Mi attende una città consumista e comunista, direbbe Pasolini. Mi attende una laurea?

Hanno provato a rintracciarmi: Jeff Mangum, Bob Dylan, Stephen Chow, Tsui Hark, Thomas Pynchon, John Coltrane, Guy Debord, Massimo Urbani, Geoff Dyer, Maynard James Keenan, Abbot Ale e chips croccanti, corsi di cucina, Simon Pegg.


Silencio.

 

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