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Nasce in un Aprile del 1987, un 18 di sabato santo. Fosse nato un giorno prima sarebbe stato lo iettatore in persona e l'anticristo. Nasce all'ora di pranzo e i primi vagiti non gli impediscono di fare la sua prima pappa dopo un minuto di vita terrena. Le coordinate spaziali sono quelle di una terra caduta in mani sbagliate, con un popolo troppo pigro e forse anche troppo buono, e per questo incapace di riuscire a riprendersela. L'estremo sud è anche altro però. È anche speranza.
Cresce in una famiglia che, nonostante le notevoli vicissitudini economiche e interne, non gli fa mai mancare nulla, e che da sempre gli regala la cosa più bella che un figlio possa volere: l'amore e la libertà di inseguire i propri sogni.
Musicalmente cresce in un ambiente non comune per quella che è la realtà del luogo in cui si trova. Un padre cultore musicale, le cui coordinate sono irrimediabilmente poste negli anni 70 e 80, e una madre con un buon orecchio, fanno sì che l'infanzia proceda tra Queen, Led Zeppelin, Deep Purple, Lucio Battisti, Grand Funk Railroad, Barry White, Bob Marley, Bee Gees e Simply Red. Insomma non la tipica tarantella o nenía calabrese. La cultura cresce di pari passo, e le tonnellate di libri e fumetti si iniziano a impilare sulle librerie, diventando cataste insormontabili.
La sua caratteristica fondamentale è una pigrizia di fondo, che mai andrà via, facendogli rimpiangere di non capire mai cosa sia davvero capace di fare. Infatti, sembra sempre che con il minimo sforzo riesca ad ottenere i massimi risultati. La permalosità è quel pizzico di orgoglio che rimane talvolta, giusto per bilanciare l'estrema disponibilità che ha ad ascoltare chiunque.
Il tutto è condito da una iperattività di fondo che non gli permette di star fermo nella stessa posizione per più di 30 secondi.
Arrivano i Tool, e là cambia tutto.
Inizia a coltivare le sue ragioni di vita. La fisica, la cosmologia e un basso elettrico, nessuna delle quali sembra abbandonarlo facilmente. Suona in innumerevoli gruppi, forse arriva a registrare anche un album. Tenta di fare il ricercatore, ma si sa, questo è un paese di emigranti.
Lo attraggono le cose strane, non banali, nonostante forse ami sentirsi tranquillo e in una dimensione non troppo oscillante. Sprazzi di ciancaleonismo che presto andranno via (sicuro?). D'altronde il buon gusto non gli è mai mancato.
D'altronde è un metallaro snob.
Tool, Motorpsycho, Death, Mastodon, Isis, King Crimson, Radiohead, Arcade Fire, Meshuggah, Nine Inch Nails, Primal Scream, Kyuss, Gojira, Dark Tranquillity, Pantera, Esben and the Witch, My Bloody Valentine, Sigur Ros, Joy Division, U2, The Smiths, The Beatles. Basta mica c'è un intero foglio a disposizione. Tra gli altri:
Gruppi storici di ogni decennio, inutile nominarli tutti.
Gruppi sconosciuti di ogni decennio (naaaa non tutti, dai).
Gruppi ormai innominabili, ma che hanno contribuito a formare la sua persona.
Gruppi nuovi, che ancora devono capire come colpirlo.
Gruppi troppo zozzi per essere annoverati.
Gruppi di dubbio gusto, ma dal fascino nostalgico.
Gruppi della sua città, sconosciuti ai più.
Gruppi in cui ha composto qualcosa di perlomeno decente.
Gruppi di musica che lo diverte, lo fa pensare, lo fa vivere.
Incontra l'amore, e una delle persone più speciali che lo potesse sopportare. Ha la fortuna di avere un sacco di amici e persone che lo stimano, nonostante lui sia sempre più convinto che non è che sia tutto quest'essere speciale. Forse. Ma qualcuno la chiama umiltà, modestia. Non ha mai capito quando questa si evolva in scarsa autostima. O pigrizia.
Interseca altre culture, musiche, etnie, città. Sempre più lontano da quel posto sperduto, pieno di brava gente, ma povero di opportunità, soprattutto per un astrofisico, chiamato Reggio Calabria.
Ricordi, trascritti in composizioni che sono lette solo da pochi eletti. Aspetta il coraggio di pubblicarle prima o poi. Compone musica strana, fatta per ridere. Divertissement.
Tenta di esplorare le zone temporali più oscure della storia di questo Universo, a redshift maggiore di 30.
Ma soprattutto, ascolta.
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