synth rock. Il terzo full-length rappresenta per la band scozzese una virata poco dissimile, per intenti e riuscita, da quella di cui si erano resi protagonisti gli ultimi Editors. Non che siano del tutto scomparsi i chitarroni che riempivano i precedenti lavori, ma qui sono le massicce dosi di synth (assieme alla produzione di Andrew Weatherall) a ridipingere il sound dei Twilight Sad; senza penalizzare e, al contrario, spesso esaltando la loro vena melodica. Conferma dall'ottimo impatto, che senza l'eccessiva compattezza e omogeneità della seconda parte meriterebbe forse parole ancor più pesanti.
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77/100 |
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