Titolo: Colour Trip
Autore: Ringo Deathstarr
Anno: 2011
Elemento:
death star in technicolor[/i]. Dietro il curioso nome Ringo Deathstarr troviamo dei ragazzi di Austin, Texas (specificare sempre lo stato, gli americani ci tengono) che, per farla breve, quest'anno hanno pubblicato una manciata di notevoli canzoni shoegaze e noise pop. Colour Trip dura trentatré minuti - numero mistico - e si propone subito di essere per il 2011 quello che per i fan del genere era stato nel 2009 Exploding Head degli A Place to Bury Strangers. A differenza della proposta del gruppo di New York o, per restare nel presente, dell'altrettanto valido Common Era dei Belong, non troviamo qui elementi darkwave ma piuttosto tutto il blocco My Bloody Valentine, da Strawberry Wine a Loveless. Già le sole "So High" e "Two Girls" dovrebbero bastare a spazzar via con gaudio ogni malumore, ma tra la programmatica "Day Dreamy" e la maestosa epicità di "Chloe", e tra l'elettricità di "Never Drive" e un finale della caratura di "Other Things", non c'è proprio nulla di cui lamentarsi. La tracklist non lascia spazio a distrazioni o a cambiamenti di programma; il genere viene mantenuto puro ma proposto in grande spolvero e con abbastanza ispirazione da competere con Ghost Blonde delle No Joy, di cui l'Europa sembra essersi accorta soltanto adesso. Tutto ciò anche a dispetto della fattura [i]indiehomemade[/i] dell'artwork di copertina, che potrebbe far pensare ai soliti due o tre beccaccioni alternativi che hanno registrato un demo a bassissima fedeltà nel garage di casa e poi si sono fatti pubblicizzare su uno dei mille blog di settore. I Ringo Deathstarr, che hanno già seguito in tour gli stessi A Place to Bury Strangers nonché il nome più discusso della contamporane scena noise pop, ovvero i Pains of Being Pure at Heart, rendono degnamente omaggio ai loro maestri, lo fanno persino visivamente nel video di "So High" e in un modo talmente spudorato che fargliene una colpa significherebbe fraintenderne le intenzioni. Non fatevi ingannare, quindi: Colour Trip è uno degli episodi migliori del suo genere. O meglio, tra quelli usciti in questi nostri anni.[/spoiler]
7.5/10
di Pierluigi Ruffolo (
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death star in technicolor. Dietro il curioso nome Ringo Deathstarr troviamo dei ragazzi di Austin, Texas (specificare sempre lo stato, gli americani ci tengono) che, per farla breve, quest'anno hanno pubblicato una manciata di notevoli canzoni shoegaze e noise pop. Colour Trip dura trentatré minuti - numero mistico - e si propone subito di essere per il 2011 quello che per i fan del genere era stato nel 2009 Exploding Head degli A Place to Bury Strangers. A differenza della proposta del gruppo di New York o, per restare nel presente, dell'altrettanto valido
Common Era dei Belong, non troviamo qui elementi darkwave ma piuttosto tutto il blocco My Bloody Valentine, da Strawberry Wine a Loveless. Già le sole "So High" e "Two Girls" dovrebbero bastare a spazzar via con gaudio ogni malumore, ma tra la programmatica "Day Dreamy" e la maestosa epicità di "Chloe", e tra l'elettricità di "Never Drive" e un finale della caratura di "Other Things", non c'è proprio nulla di cui lamentarsi. La tracklist non lascia spazio a distrazioni o a cambiamenti di programma; il genere viene mantenuto puro ma proposto in grande spolvero e con abbastanza ispirazione da competere con Ghost Blonde delle No Joy, di cui l'Europa sembra essersi accorta soltanto adesso. Tutto ciò anche a dispetto della fattura
indiehomemade dell'artwork di copertina, che potrebbe far pensare ai soliti due o tre beccaccioni alternativi che hanno registrato un demo a bassissima fedeltà nel garage di casa e poi si sono fatti pubblicizzare su uno dei mille blog di settore. I Ringo Deathstarr, che hanno già seguito in tour gli stessi A Place to Bury Strangers nonché il nome più discusso della contemporanea scena noise pop, ovvero i Pains of Being Pure at Heart, rendono degnamente omaggio ai loro maestri, lo fanno persino visivamente nel video di "So High" e in un modo talmente spudorato che fargliene una colpa significherebbe fraintenderne le intenzioni. Non fatevi ingannare, quindi: Colour Trip è uno degli episodi migliori del suo genere. O meglio, tra quelli usciti in questi nostri anni.
77/100
Ringo Deathstarrdi Pierluigi Ruffolo