Titolo: ODDSAC
Autore: Animal Collective
Anno: 2010
Elemento:

pop psichedelico. Ci sono concetti che gli Animal Collective non conoscono, ormai è sicuro. Prima di tutto non sanno cosa possa voler dire
eccessivo. Perché solo così possono trovare l’ispirazione e la forza, dopo il successone di
Merriweather Post Pavillion, per produrre due dischi solisti (Panda Bear e Avey Tare), per girare in lungo e in largo Europa e States e allo stesso tempo collaborare per ben due volte con Danny Perez. Allo stesso tempo è facile che i ragazzi non conoscano il significato di
folle. Perché in questo modo si capirebbe come sia stato possibile concepire e realizzare questo ODDSAC e, ripensandoci, come abbiano potuto definire uno dei percorsi musicali più coinvolgenti della scena indie odierna. Il film, presentato al Sundance Film Festival è composto di quasi un’ora fatta di colori, frammenti sovrapposti di suono e immagini, in una successione scriteriata quanto ipnotica di visioni che attingono pienamente alla poetica del gruppo. In ODDSAC abbiamo davanti agli occhi la trasposizione perfetta del concetto musicale dietro al progetto del Collettivo Animale. La testimonianza del fatto che i ragazzi in tutto questo tempo sono riusciti a sviluppare un risultato artistico di enorme spessore. Nella sua omogeneità, la sua clastrofobica coerenza audio-visiva, ODDSAC è il video musicale perfetto per un disco degli Animal Collective. Musicalmente meno coinvolgente di Merriweather Post Pavillion, ODDSAC è difficilmente collocabile fra le produzioni musicali del gruppo, tanto è intrinsecamente connesso alle immagini di Danny Perez. Non mancano però momenti rilevanti; “What Happened?” la traccia di chiusura ne è un significativo esempio, così come la magnifica (anche per la somma visivo-musicale) “Tantrum Barb”. ODDSAC è soprattutto la testimonianza di come gli Animal Collective non conoscano la parola
inefficienza, dato che ormai da quasi tre anni, non sbagliano più niente.
75/100