Titolo: WHB
Autore: We Have Band
Anno: 2010
Elemento:

neon synth rock. Le fucine musicali di Londra continuano a non tradirci. A conferma che parlare di hype ogni santa volta lascia felicemente il tempo che trova, contrariamente a quanto avviene alla musica ben fatta, dopo il fenomeno xx ecco un (altro?) trio per il quale vale la pena spendere qualche parola e un po' del proprio tempo. I We Have Band piegano il synth pop della vecchia scuola inglese alle esigenze danzerecce della New York di ieri e di oggi: ESG e
Talking Heads, Rapture ed LCD Soundsystem, sotto la guida dall'esperta e furba mano di Gareth Jones (no, non staremo a fare l'elenco di tutti i lavori prodotti da quest'uomo, state tranquilli). Con i tempi che corrono, difficilmente i singoli che precedono gli album sono effettivamente i primi ad entrare nel circuito, e infatti dei We Have Band esistevano già diversi video. Quando è il momento di lanciarsi davvero, però, la scelta ricade classicamente su quanto di più
facile si possa avere in repertorio; "Divisive" e "Honeytrap" sono spudoratamente orecchiabili e non riflettono in toto l'anima di un gruppo che ha un intero album per dimostrare cosa è in grado di fare. Infatti, come è vero che i Depeche Mode di oggi uscirebbero con le ossa rotte già dal confronto con la sola "Love, What You Doing?" (che paradossalmente non avrebbe mai e poi mai preso vita senza la loro rispettabilissima discografia anni '80... casi della vita), è altrettanto sicuro che dopo certi biglietti di presentazione potresti tranquillamente aspettarti una canzone come quella sull'album, ma non certo "Piano" e "Buffet", buttate subito nella mischia come per prendere tutti alla sprovvista. Se due episodi così non dovessero bastare a fugare ogni sospetto che possa trattarsi del solito gruppetto synth pop progettato per l'airplay e quindi dalle cartucce limitate, ci sono ancora le validissime "How to Make Friends" e "Centerfolds & Empty Screens". Sarebbe però ingiusto anticiparvi tutto, fatevi soltanto dire che sì, è evidente che i We Have Band danno ampio sfogo al loro lato ludico e che alcuni ritornelli potrebbero addirittura apparire più semplici e
scemi del dovuto, ma altrettanto evidente è che sarebbe molto riduttivo, nonché sbagliato, fermare l'analisi a questo livello. I tre si ispirano ad ottima musica, e se sono riusciti a scrivere WHB senza saccheggiarla e prosciugarla completamente, allora ci sono abbastanza presupposti per puntare anche sulla bontà del prossimo album. La loro leggerezza di oggi è sintomo di intelligenza.
76/100