Titolo: Causers of This
Autore: Toro y Moi
Anno: 2010
Elemento:
glo-fi. Uno degli ultimissimi fuochi dello strepitoso 2009 è stato Psychic Chasms dei
Neon Indian, e lo avevamo raccontato nel primo numero del Panopticon del nuovo decennio. Per chi non l'avesse ancora rintracciato, si trattava di un disco di pop a matrice glitch, suonato con sintetizzatori desueti e apparentemente registrato alla buona, risultando un fantasioso pastrocchio colorato a mezza via fra gli ultimi Animal Collective la psichedelia primordiale delle avanguardie storiche russe. Una roba stramba e stilosa al punto giusto da raccogliere consensi e - a quanto pare - a svegliare l'interesse dei discografici più illuminati per realtà semiesordienti come Washed Out, Ruby Suns e appunto Chaz Bundick, alias Toro Y Moi. Il ragazzo di Columbia (South Carolina) ha solo 23 anni e in teoria spazia, come recita l'agenzia che lo promuove, fra psichedelia, sonorità wave '80 (ma neanche tanto) e hip hop (ancor meno). Nella pratica, invece, Causers of This è un freschissimo disco di glitch a bassa definizione, scritto e realizzato da un giovanotto che offre nient'altro che la sensibilità del suo tempo e del suo contesto, quello di un indie americano profondamente invischiato nel ritorno di un'estate psichedelica che sembra durare 12 mesi l'anno. Ne viene fuori un lavoro davvero godibile, se si è dell'umore giusto e soprattutto se lo si lascia andare senza curarsi troppo di quel che si sta ascoltando, anche perché le atmosfere sono grossomodo le medesime durante i 32 minuti di colore. Chi parla di chillwave e synthpop di vecchia/nuova generazione non ha tutti i torti: Chaz, assieme a Ernest Greene e Alan Palomo, si pone come sia come retroguardista convinto che come ultima frontiera di certe sonorità. E allora balliamo il rallenty farcito di R'n'B di "Freak Love" o della stessa
titletrack, perdiamoci nella danza alternativa di "Low Shoulder", ricordiamoci che in giro ci sono anche i
Beach House con la splendida "Minors", forse il brano di punta di un LP innegabilmente affascinante che, ve lo diciamo oggi 9 marzo mentre scriviamo (fidatevi!), prenderà facilmente ottime recensioni.
78/100