
Andare a caccia di nuove uscite oggigiorno vuol dire anche venire a contatto con un numero praticamente infinito di realtà underground che sperimenta con concetti come avanguardia e classica contemporanea, senza riuscire a sfondare e farsi notare, perseverando comunque per la propria strada con mire diverse dal successo di vendite. Per i Celer, duo americano composto da Will Long e Danielle Baquet-Long, la musica è sempre stata un modo per regalare stima e affetto ad amici, familiari, compagni di avventura. I loro numerosi esperimenti sonori hanno accompagnato mostre d'arte, sono vagati fra etichette indipendenti nord-americane, europee e giapponesi. Difficili da notare quindi, e non si può dire che loro stessi lo abbiano mai realmente desiderato. E' triste notare, in effetti, come ancora una volta l'opera di un artista ci arrivi filtrata da una tragedia: Danielle è infatti morta solo pochi mesi fa, un improvviso arresto cardiaco che l'ha spezzata a 26 anni. Capri, come da titolo, è un omaggio alla nostra isola composto proprio sulla sua terra, suddiviso in ventinove segmenti strettamente collegati eppure allo stesso tempo autonomi, sfilacciati. Lontano dai monotraccia che lo hanno preceduto, in Capri si immaginano facilmente onde che si infrangono e cadenzano la nostra passeggiata, si respira l'aria salubre del mare e si accoglie con un sorriso il soffio del vento con la consapevolezza che anche fermandolo a metà l'album non perde efficacia e coesione narrativa. Will e Danielle disseminano espedienti che arricchiscono l'esperienza sonora per non renderla monotona: sovraincisioni, abbassamenti di volume, inserti ambientali. I suoni passano di tanto in tanto da un canale all'altro per poi ritornare su entrambi, una simbolica trasformazione uditiva quasi a dipingere un paesaggio in continuo mutamento. I pochi strumenti utilizzati durante la registrazione emergono solo dopo qualche ascolto attento, e il tappeto sonoro rimane in effetti consistente e soffice dall'inizio alla fine. Meditativo, l'album da umile sottofondo si fa largo nell'ascoltatore cingendolo e accompagnandolo in una riflessione dopo l'altra. Capri è un disco che non pretende di essere ascoltato e valutato negli stretti canoni con cui giudichiamo quotidianamente la musica con cui veniamo a contatto. Non è il classico istantaneo che si rivela essenziale nel tempo. E' un lavoro fatto necessariamente per pochi e mirati ascolti, un album di diapositive da rivivere e con le quali rivivere momenti particolari. Capri è un'estemporanea, né più né meno, di un viaggio. Decidete da voi se volete intraprenderlo o meno.