Scritto da D.S.
Titolo: Dear and Unfamiliar Autore: Birds of Passage, Leonardo Rosado Anno: 2011 Elemento:alt
altminimalistic pop. La neozelandese Alicia Merz è l'unica titolare del progetto Birds of Passage, da riscoprire con il debutto di Without the World dello scorso anno, e da tenere in buona considerazione quando si cerca del pop trasognato e d'atmosfera, magari non bombastico come quello dei Sigur Ròs. Lei è un personaggio intrigante e stavolta si incontra e si accoppia con il portoghese Leonardo Rosado, mettendo al mondo Dear and Unfamiliar, in uscita per la tedesca Denovali. Ne viene fuori un disco dal setting cinematografico, dettato dalla linea di elettronica minimalista del buon Rosado e dalle cosiddette haunting vocals della Merz, in cui possono tornare in mente Cocteau Twins e Zola Jesus, ma in chiave meno oscura e più diluita. Anche quando le trame si dovrebbero fare più misteriose, il senso di tragedia non riesce mai a prendere il sopravvento, lasciando una sensazione di serenità di fondo per tutta la durata dell'opera. Ecco, se c'è un difetto che rende questo album solo buono e non eccezionale, è che a fronte di una omogeneità invidiabile, la mancanza di spigoli e quindi di rischi presi rende l'ascolto un mero sottofondo (seppure di qualità), tanto che difficilmente si impareranno a memoria i titoli delle tracce: sono tutte belle, ma tutte uguali. Tessuti sonori che non è più il caso di definire sperimentali, ma che certo confinano ancora oggi queste dodici canzoni - perché sono tutti pezzi con una melodia vocale - nel dominio dell'indie. Cercate uno sfondo per le vostre letture, per quando praticate yoga, o per quando studiate? Non perdetevi Dear and Unfamiliar.


75/100

Birds of Passage

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