Scritto da D.S.
Titolo: Circulatory System Autore: Circulatory System Anno: 2001 Elemento: alt
altI Circulatory System vengono da Athens, la stessa città dei REM, e quando escono con il loro omonimo LP d'esordio godono già di un certo credito presso le fazioni di devoti dell'indie che hanno appena scoperto o vanno riscoprendo - grazie ai prodigi delle prime bande larghe - gli Olivia Tremor Control di Will Cullen Hart e i Neutral Milk Hotel di Jeff Magnum, entrambi parte di questo nuovo progetto a base psych pop. Mancano le melodie accattivanti degli Olivia, che erano principalmente opera di Bill Doss, aumenta rispetto agli stessi la componente obliqua, sperimentale, dal taglio vagamente mistico o quantomeno dark. Non tragga in inganno la copertina: quello dei Circulatory System non è un album progressive, ma piuttosto una prova di pop ipnotico e ambizioso, seppure ben memore della lezione del Sergente Pepper e dei Beach Boys, senza tuttavia ricalcarne mai la pomposità delle produzioni, in favore di una registrazione chiaramente lo-fi oriented. Come in Dusk at Cubist Castle degli Olivia, i Circulatory System non seguono il canonico formato-album, fatto di dieci-dodici canzoni. Sono infatti ventidue le tracce, e dato il surrealismo latente che confonde le acque, risulterebbe davvero fuorviante soffermarsi su particolari episodi: Circulatory System racconta una storia tutta sua dunque, una di quelle cui di solito ci si imbatte per caso rimanendone tremendamente affascinati, e comunque solo dopo aver imparato a memoria i classici.

77/100
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