Scritto da D.S.
Titolo: Gloss Drop Autore: Battles Anno: 2011 Elemento: alt
altmath rock. Qualcuno deve aver tirato le orecchie ai Battles, perché il nuovo Gloss Drop - secondo full lenght per la Warp, giunto a quattro anni di distanza dal precedente e chiacchieratissimo Mirrored - risulta un po' un ritorno alle dinamiche dei primi due EP (intitolati B e C) che assieme al singolo "Tras" avevano ottimamente avviato il progetto. Se Mirrored, pur mantenendo uno spirito indie, aveva entusiasmato in molti (troppi) col suo fare un po' sbirulino e un po' arlecchino, Gloss Drop cerca di dimenticare il successo esagerato della cantilena di "Atlas" per tornare alla base di partenza, ovvero ad un math rock sperimentale in cui non è lo sfoggio di tecnica individuale il core del progetto, né la necessità di far muovere il sedere ai pitchforkiani radunatisi sotto al palco, ma l'insieme delle parti che formano un puzzle in realtà ancora oggi tutto sommato competitivo. Più che ai fan dei Don Caballero e degli Storm and Stress, i Battles stavano pericolosamente avvicinandosi a quelli dei Mars Volta - che ormai non sono altro che l'equivalente dei Dream Theater nel mondo alternative - così Gloss Drop mantiene la signature del quartetto di base a New York, ma di fatto smentisce chi temeva una deriva sbrodolante: tracce come "Futura", "Ice Cream" (che fornisce la copertina del disco) e "My Machines" (feat. Gary Numan) sono già dei nuovi apici della band, che forse compie il suo unico errore nel mettere troppa carne al fuoco; l'album risulta troppo lungo per essere inspirato ed espirato tutto d'un colpo e, snellito di un paio di pezzi in eccesso, avrebbe certamente avuto un migliore appeal. Per il resto, continuiamo a ritenere la compilation che racchiude gli EP B/C come la miglior pubblicazione a loro nome.

68/100

Bttls
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