Titolo: Magic Fountain EP
Autore: Art vs. Science
Anno: 2010
Elemento:

new rave . Se c’è un gruppo che ha attirato l’attenzione del pubblico dance punk negli ultimi mesi, questi sono gli australiani Art vs. Science. A inizio 2008 dopo un concerto dei Daft Punk in quel di Sidney, Dan McNamee (voce, chitarra e tastiere) decide di reclutare i due compagni di liceo Jim Finn (voce e tastiere) e Dan Williams (voce e batteria) per formare una band electro pop. Si fanno conoscere fin da subito vincendo “Unhearted”, il concorso per giovani gruppi bandito dalla famosa radio Triple J. Ai concerti si presentano senza alcun laptop, solo chitarra batteria e tastiere, ma fanno sempre la loro figura conquistando rapidamente il pubblico. Dopo il buon esordio del 2009 con l’EP omonimo, il trio torna a farsi sentire con un altro EP purtroppo non altrettanto interessante. L’ascolto inizia abbastanza bene proprio con Magic Fountain in versione originale, che vi permetterà di giudicare il lavoro fatto con le due tracce seguenti dai semi-sconosciuti DJ Kissy Sell Out e DCUP. Entrambi ripropongono il singolo d’apertura stravolgendolo con una buona dose di originalità, riuscendo comunque a stancare le orecchie dell’ascoltatore – cosa ben difficile per un EP – rifilando per tre volte lo stesso pezzo per circa quindici minuti. L’attenzione si risveglia all’inizio di “Boom! Shake the Room”, registrata a quel concerto a Splendour in the Grass che gli è valso la vittoria in Unhearted. In chiusura troviamo un remix abbastanza malriuscito dello statunitense Nadastrom di “Parlez Vous Français”, che non rende giustizia ad uno dei pezzi migliori dell’ancora limitato repertorio degli Art vs. Science. Neanche il vegliardo in copertina sembra troppo convinto della riuscita dell’EP, in un dubbioso inarcamento del sopracciglio sinistro. La sensazione è che i tre si vogliano risparmiare in attesa del 25 febbraio, data del rilascio del loro primo full lenght The Experiment (già disponibile in pre-order su iTunes) per l’etichetta indipendente Kobalt. Nonostante questo mezzo passo falso, è bene tenere sott’occhio questi Art vs. Science, perché ci sono tutte le premesse per un buon album.
55/100
Art vs. Science