Scritto da F.dV.
Titolo: Down There Autore: Avey Tare Anno: 2010 Elemento:

psych pop. Down There consacra una volta e speriamo per sempre la genialità di David Portner, vertice del triangolo Animal Collective, anima fra le più illuminate del movimento indie psichedelico newyorkese che a questo punto assurge a vera e propria corrente culturale internazionale. Certifica uno splendido talento che si diverte, sorprende, incanta e che da quasi due anni rimane ai vertici della produzione musicale contemporanea. Questo, in attesa che il collega Panda Bear arrivi, alla fine di quest’anno, a chiudere un ciclo perfetto. Nove tracce dall’approccio meno caotico, cautamente meno stratificate e complesse, piccoli ricami che ascolto dopo ascolto rivelano melodie capaci di stregare, se immagazzinate a dovere. Il disco è purtroppo penalizzato da una parte centrale meno scorrevole e divertita, sicuramente da imputare all'assenza delle campionature degli altri due del collettivo, mancanza non pienamente compensata dalla sola inventiva di Avey Tare. Emerge nonostante ciò con forza la scrittura di Portner, costantemente impegnato alla ricerca di suoni e linee di voce impeccabili. “Oliver Twist” è l’esempio migliore; ermeticamente raccolta fra cassa insistita ed echi elettronici claustrofobici, a poco a poco rivela refrain e piccole trovate che scorrono piacevolissime e le permettono di mantenere un certo sapore anche dopo ripetuti ascolti. Portner, al pari dei suoi colleghi del collettivo, è devoto alla melodia pura, all’alienazione psichedelica, alla composizione strutturata in modo contorto ma scientifico, all’effetto sorpresa sapientemente bilanciato da una curatissima tecnica compositiva e dalla sensibilità rara di chi può e lo sa. Caratteristiche da giganti del genere, che possono anche permettere paragoni importanti, perché è con lo stesso approccio che Flaming Lips, Pink Floyd, Beach Boys e tanti altri hanno trovato posto nella storia della musica. Unica pecca di Down There, come già detto, è l’incostanza. Grande merito quello di aver ancora una volta illuminato una scena che, per chi ama la musica, è ormai imprescindibile.

70/100

Avey Tare
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