Scritto da F.C.
Titolo: Morte(s) Nee(s) Autore: Celeste Anno: 2010 Elemento:

post core, black metal. Nato morto. Questo è il terzo lavoro dei francesini e arriva dopo due notevoli album e un ep (tutto scaricabile gratuitamente sul sito della Denovali) che avevano già stabilito con chiarezza l’identità della formazione di Lione. Un disco quasi impossibile da distinguere nelle sue parti; si viene travolti dalla prima all’ultima battuta senza poter mai tirare il fiato. In questo è ben riconoscibile lo stile e la volontà espressiva del progetto, molto al di sopra della moda e del gusto comune nella musica estrema. L’andamento ritmico è un patologico ondeggiare tra violenza sonora diretta e aperture maestose che lasciano emergere l’inquietudine urlata del cantato, sempre in lingua madre. La devastazione sonora dei Breach e la lezione imparata dalla feconda scena screamo nazionale concorrono alla creazione di questo sound particolarissimo, molto curato, mai inespressivo, perfino elegante. A chi trovasse troppo pesante e monocromatica questa proposta, va davvero consigliato di andare ad assistere ad un loro concerto e quindi togliersi ogni dubbio sul valore e sull’intenzionalità di voler creare tale sensazione: voler quasi stordire l’ascoltatore. Nessuna luce, nessuna speranza. Un buio che tutto avvolge e tutto azzera. Un nero che non vuole però nascondere ma rivelare l’essenza di questa musica: la violenza come voce di qualcosa che c’è e pulsa dietro le miserevoli maschere dell’animo umano; troppo umano, diceva un nostro amico. L’ultima traccia elimina ogni dubbio. Le capacità di questi Celeste possono ben oltre le etichette di genere e intanto con Morte(s) Nee(s) raggiungono la loro compiutezza. Si confermano uno dei (pochi) nomi interessanti dell’attuale panorama post core.

74/100
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