Scritto da S.P.

Titolo: Axe to Fall Autore: Converge Anno: 2009 Elemento:


D
i solito capita che, dopo almeno un ventennio di carriera, un artista decida di mettere la testa a posto. Non è questo il caso dei Converge i quali, pur avvicinandosi al fatale traguardo, escono quest’anno con Axe to Fall, ultima fatica che di certo non tradisce le loro origini. Son trascorsi ormai due anni dal discusso No Heroes, album che cercava di emulare i tratti distintivi e complementari dei due lavori precedenti, senza riuscire però a cogliere del tutto quelle stesse fattezze in maniera completa e autentica: a mezza via tra il furore di Jane Doe e i suoni di You Fail Me, quel lavoro targato 2006 ha finito col rivelarsi, sulla lunga distanza, leggermente fuori focus.
Sembra tuttavia che Bannon e soci non ne abbiano assolutamente risentito, di certo non hanno bisogno (non vogliono) stravolgere i loro connotati. In fin dei conti il tipico seguace dei Converge non chiederà molto altro se non l’ennesimo capitolo che sia in grado di perforare i timpani o creare apposite bolge infernali per i coraggiosi avventori dei loro live show. Meglio ancora se in modo conciso e incisivo (a cosa serve una canzone di oltre 3 minuti se non dà una mezza possibilità di tirare il fiato?), e soprattutto martellante (l’ascolto deve provocare solamente dolore fisico, oltre all’irrefrenabile voglia di scagliare al muro qualcuno). E il piatto è servito.
Axe to Fall compie tutte le sue funzioni a dovere, tanto che, nonostante non ci sia nulla di davvero sorprendente e nonostante i tempi di Jane Doe siano sempre un ricordo più lontano, sicuramente un fan del gruppo non potrà disdegnare. La stessa title track rappresenta tutto quello che ci si aspetta dall’immaginario del gruppo, potenza, aggressività e velocità. Ad ogni modo anche questo lavoro non manca di presentare i suoi brani di grande impatto. È il caso ad esempio di “Dark Horse”, classica apertura al fulmicotone a cui i Converge ci hanno ormai abituato e che riesce a non farci rimpiangere troppo una “Concubine” qualsiasi (o quasi). Buone prove anche le evoluzioni di “Worms Will Feed” e “Damages”, entrambi brani che presentano un incedere più pesante che si accavalla a più cambi di tempo comunque omogenei tra loro. Ovviamente non mancano nemmeno stavolta gli ennesimi brani-schiacciasassi, a costo di lasciarli compressi in due minuti e mezzo fine a se stessi facendoli scorrere via nel marasma generale, come non mancano alcune cavalcate epiche che potevano essere gentilmente risparmiate (come “Wishing Well”, brano accompagnato da Uffe Cederlund dei Disfear per chitarra e cori).
A tal proposito, la novità più evidente in questo Axe to Fall sembra essere proprio il gran numero di ospiti presenti; questa volta, infatti, i Converge hanno richiesto la collaborazione di alcuni tra i loro più stretti amici e compagni di tour. Fanno la loro comparsata quindi membri dei Genghis Tron, Cave In, Disfear, per finire con Steve Von Till che presta le sue corde vocali per “Cruel Bloom”, non uno degli episodi più memorabili dell’album. Nonostante tutto, non sono queste grandi special guests che fanno la vera differenza. A discapito di quello che si potrebbe pensare, in Axe to Fall viene ancora messo in risalto la grande personalità dei quattro di Boston, i quali sempre di più si allontanano da un immaginario di meri trucidatori di strumenti elettrici. Kurt Ballou, produttore non solo di questo ma anche dei precedenti album, crea quei riff al vetriolo che sono ormai diventati il marchio di fabbrica dei Converge, assieme alla voce e alla grande creatività artistica di Jacob Bannon. Ma sono notevoli anche le performance del fabbro Ben Koller, proveniente dagli stessi Cave In, alla batteria e di Nate Newton con il suo basso lapidario. Validi esecutori singolarmente, a dispetto di qualche germe (ormai superfluo) di aggressività adolescenziale repressa.
Così dopo quasi vent’anni, diciannove per la precisione, Bannon e soci sono ancora qui vivi e vegeti, con uno spirito non molto diverso da quando hanno cominciato. Con un disco chiave? Da tramandare ai posteri? Certo che no, questi sono solamente i Converge che fanno i Converge. Né più né meno.

 


70/100

 

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