post black metal. Memori delle recenti opere di Alcest e Wolves in the Throne Room, anche i Deafheaven tentano di contaminare il classico black metal con sonorità shoegaze e post. Nel loro primo full-length riecheggiano le atmosfere tipiche di Mogwai e co. che tra un blast e l'altro, sono alternate a momenti di cieca furia. Le varie tracce non prevalgono l'una sull'altra, ma contribuiscono a formare un lotto ben compatto, diretto con maestria inaspettata e con melodie lontane dal black, rendendolo un lavoro sognante più che oscuro. Meritano di stare tra i maggiori esponenti della scena, ammodernandone il vigore e non facendola morire nella nostalgia. Bastano solo 40 minuti per rendersene conto.
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75/100 |
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