Titolo: Dopethrone
Autore: Electric Wizard
Anno: 2000
Elemento:

Massimi esponenti del culto dei Black Sabbath, gli Electric Wizard sono una creatura strana. Poco interessati a evoluzioni o rivoluzioni, sono sempre stati paladini della creatività "stoned", immersi in un immaginario fatto di droga, film horror d'epoca e "Weird Tales". Con Dopethrone giungono all'apice creativo e sonoro della loro carriera, rallentando i ritmi al limite dell'insostenibilità, alzando le distorsioni, filtrando la voce di Jus Oborn, sfondando la barriera dello stoner per piombare a pié pari nella palude dello sludge. Ogni pezzo è un'epica interminabile, a partire dalla trilogia adeguatamente intitolata "Weird Tales", passando per l'infinita titletrack, ma soprattutto arrivando al capolavoro del disco, quella "Funeralopolis" che si regge sull'epitome del riff doom degli anni Duemila. Da ascoltarsi con in mano un bong alto due metri - o magari anche no, visto che Dopethrone è un grandissimo disco indipendentemente dalle condizioni in cui siete durante l'ascolto