Scritto da D.S.
Titolo: Alter Bridge III Autore: Alter Bridge Anno: 2010 Elementoalt

altgrunge flavoured metal. Si trova già nei negozi il terzo disco degli Alter Bridge, la band di base a Orlando, Florida, capitanata da Myles Kennedy. Quest'ultimo, essendo entrato in riserva di fantasia dopo essersi spremuto le meningi nel comporre gli importanti testi delle nuove canzoni, ha ben pensato di tagliarla corta e di intitolare semplicemente III il nuovo album. Si tratta di quattordici canzoni, tutte registrate in altissima fedeltà e da sparare a volume più elevato possibile, per vedere se da un ascolto completo se ne esce ancora sani di mente. Gli Alter Bridge continuano a fare un metal con aftertaste di grunge, restando più prossimi agli Audioslave (e ai Nickelback) che ai Soundgarden quando rallentano, e più a certo post grunge di modesta lega tipo Staind quando spingono sui distorsori. Il risultato, non per forza disgustomatico, lo ammettiamo, è tuttavia decisamente e prevedibilmente tamarro. Tremonti e soci ex Creed sanno suonare, questo è innegabile, e con la controfigura di Cornell anziché di quella di Vedder riescono a risultare anche più rispettabili qua nel vecchio continente, mentre negli States riempono abbastanza facilmente le arene. L'album di per sé sarebbe anche serio: l'unico momento di pura ridicolaggine, dopo tanta rabbia elettrica, risiede in "Wonderful Life", davvero ai livelli di patetismo delle varie "Don't Stop Dancing", "What's This Life for" o "One". Il problema è che in questo campo gli Alter Bridge sono veramente delle autorità, nel senso che neanche i talent scout delle più raffinate etichette discografiche sono riusciti a trovare di meglio in giro negli ultimi anni. Non c'è stato verso (o forse interesse...). E allora magari è giusto che questo quartetto nato dalle ceneri dei Creed e dei Mayfield Four riscuota i consensi del suo pubblico, a cui non ha ancora fatto un torto che uno. Nel senso che per chi cerca questo, gli Alter Bridge lo garantiscono e certificano con bollino di provenienza controllata. Vi sono piaciuti One Day Remains e Blackbird? Davvero vi sono piaciuti? Va bene, allora non badate al voto di questa recensione e compratevi questo disco. Non dateci retta.

50/100

Alter Bridge
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