prog folk rock. Dopo The Golden Archipelago (2010) Jonathan Meiburg disse che il suo sogno era quello di approdare a una personale isola misteriosa dove gli abitanti si sarebbero raccolti tutti intorno alla sua musica. La ricerca parte dal lato selvaggio e animalesco di Animal Joy, dal cambio di etichetta (lasciata la Matador) e dal prosieguo della collaborazione con gli Okkervil River. Un album costruito su un impianto vocale ritmato e sicuro. Meglio le percussioni tribali di “Run the Banner Down” che la batteria da neofiti di “Immaculate”. Ambiziosi gli arrangiamenti e le dissonanze, ma gli arpeggi crudi e i cori fanno da contraltare. Questo album è una montagna russa di rimandi che indirizza verso una maturità a portata di mano.
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69/100 |
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