Titolo: Last of the Country Gentlemen
Autore: Josh T. Pearson
Anno: 2011
Elemento:

confessional folk. Già voce dei dispersi Lift to Experience, Josh T. Pearson torna con il secondo album a suo nome dopo varie vicissitudini personali, fra cui compaiono una spiccata propensione all'alcol, un divorzio e l'abbandono della vita sociale in Texas che l'ha portato prima a Parigi - e Last of the Country Gentlemen è il risultato delle numerosi esibizioni al West Country Girl, una crêperie dalle parti di Rue Saint-Maur dove fino al giugno 2010 è stato ospite fisso - poi a Berlino, dopo essersi fatto finanziare un giro per il Vecchio Continente dai gestori del locale. Insomma un personaggio di quelli che si incontrano solo nei film, e che qualcuno ricorderà per aver prestato la chitarra in due brani del primo disco di Natasha Khan (alias Bat for Lashes). Il disco è tutto voce e chitarra, con qualche inserimento di archi qua e là e poco, forse niente altro. Una noia mortale per qualcuno, una confessione profondissima per qualcun altro, con una sola certezza: la sincerità delle interpretazioni che pare davvero inequivocabile. Le tracce superano facilmente i dieci minuti e sembrano più pagine di diario narrate con accompagnamento musicale che vere e proprie canzoni. Ormai ne avrete sentito parlare un po' e benissimo ovunque, e tutto sommato ci sentiamo di partecipare all'applauso generalizzato della critica indipendente, anche se questo non potrà che essere un disco da piccole dosi, viste le caratteristiche. Evocativa la copertina - quella originale con la giovane a seno nudo - che ben raffigura l'immaginario delle composizioni, nonché il titolo dell'opera. Tra i dieci migliori nuovi dischi che la nostra sezione Rockville raccoglierà nel 2011, Last of the Country Gentlemen facilmente ci sarà.
81/100
Josh T. Pearson