Titolo: Belle and Sebastian Write About Love
Autore: Belle and Sebastian
Anno: 2010
Elemento:
mature pop. Ci ha lasciati poche settimane fa la bellissima Cécile Aubry, la scrittrice (e attrice) francese della novella chiamata Belle et Sébastien, divenuta popolare anche presso molti della nostra generazione grazie all'omonimo cartone animato franco-nipponico degli anni Ottanta, e grazie anche ad una delle migliori formazioni pop dei Novanta, i Belle and Sebastian da Glasgow, Scozia, autori di almeno tre album imperdibili, ormai non solo presso il pubblico più indie o tra chi intende recuperare tutti i dischi della
Top 100 del Panopticon. Canzoni come "The State That I Am In", "Seeing Other People" o "Dirty Dream Number Two" sono nella memoria di chi s'è presto stancato di quella MTV che quando andava bene passava i Red Hot Chili Peppers e gli Incubus, e si è messo sotto a cercare altrove, ovunque potesse trovare qualcosa che parlasse veramente di sé e in cui potesse riconoscersi o immedesimarsi, in qualche modo. Un po' come sosteneva Morrissey in uno dei suoi versi più noti, anche se non è stato possibile impiccare i vee-jay. Alcuni hanno ancora il quaderno con gli accordi per suonare "My Wandering Days Are Over" o "Judy and the Dream of Horses", da tirare fuori al momento giusto, in mezzo ai prati o nel dopocena fra coetanei. Altri hanno riempito il diario e i banchi delle scuole superiori con citazioni da If You're Feeling Sinister e The Boy with the Arab Strap. Insomma, qualcuno ha fatto amicizia con Stuart Murdoch, Isobel Campbell, Stuart David, Stevie Jackson... e, in qualche modo, ha fatto parte della band dei Belle and Sebastian. Gli anni sono passati e - non così ovviamente - di cose ne sono successe tante. I dischi del nuovo millennio non possono competere con quelli degli esordi, ma nulla tolgono ad una schiera di personaggi ancora in grado di coinvolgere con le solite trovate e - di volta in volta - con l'aggiunta di qualche spezia in più. Anche nel 2010 riescono a lasciare il segno con pezzi divertenti griffati con il marchio B&S, come "I Want the World to Stop" o "I Don't See It Coming", entro un'atmosfera sia spensierata che romantica e riflessiva, come da copione. Una maturità non indotta ma fiera e consapevole, in cui Murdoch e compagnia cantante sentono di essere a proprio agio, senza prendersi molti rischi, okay, ma nemmeno andando a ricercare testardamente quella freschezza che ormai, purtroppo, non può tornare indietro. Perché non si può più essere quelli di
Tigermilk. Quelle storie ormai sono state raccontate e appartengono al passato. Se è vero come è vero che le composizioni del combo scozzese sono sempre state autobiografiche, non ci si può aspettare che i ragazzi entrino nella macchina del tempo di H. G. Wells e rivivano di nuovo quei giorni. Più corretto crescere assieme e contestualizzare ciò che ci si sente di condividere con loro. Male che vada, si avranno tra le mani undici oneste canzoni pop rock che parlano d'amore con buone melodie e divertenti dialoghi fra le voci protagoniste (fra cui spicca anche quella di una certa Norah Jones). Niente di più, ma neanche poco. Viva viva i nostri eroi, viva Belle et Sébastien.
71/100
Belle and Sebastian