Scritto da D.S.
Titolo: Croweology Autore: Black Crowes Anno: 2010 Elemento: alt

altacoustic blues. Hanno annunciato di voler andare in letargo a tempo indeterminato, forse per sempre, al termine del prossimo tour. Curioso che ciò risulti estremamente parallelo a quanto sta accadendo in casa Rolling Stones, invero i loro padri putativi. Sono i Black Crowes da Atlanta, da venti anni esatti punto di riferimento della scena blues rock americana, e nei primi Novanta tra i pochi a rivaleggiare con gli alfieri del grunge nelle classifiche di Billboard. Poi le cose sono via via ed inesorabilmente cambiate, fino a vedersi costretti alla scorta di provviste per la lunga pausa appena preannunciata. Ingabbiarli nel southern - specie quello che più americano non si può - sarebbe comunque un torto rivolto ad una band di certo lontana anni luce da qualsiasi sviluppo che la tecnologia ha apportato al rock da Exile on Main Street in poi, ma allo stesso tempo in grado con le sue poche armi di lasciare ai posteri almeno due album di valore indiscutibile per gli appassionati di tali sonorità, ovvero i primi due, Shake Your Money Maker e soprattutto The Southern Harmony and Musical Companion. Proprio da questi due provengono buona parte delle canzoni di Croweology, la raccolta di venti interpretazioni acustiche del vecchio repertorio, con cui i Corvi Neri salutano i loro fan e chissà, forse anche qualche ritardatario che da oggi inizierà a rimpiangerli. Troppo tardi, eppure la fine non è stata così improvvisa: anche dopo il controverso Lions (2001) ci fu una lunghissima pausa. Stavolta però, considerando anche l'età dei protagonisti, lo iato potrebbe risultare davvero fatale. Non resta dunque che godersi queste canzoni ripulite e disintossicate per l'occasione, suonate con l'ordinaria perizia blues da Rich Robinson e soci, e con la voce immutabile del fratello Chris, che pare sempre quello degli esordi. Non sono bastati i tour con Jimmy Page e con gli Oasis - a proposito, qui "Soul Singing" pare ancor più un pezzo la cui linea melodica è stata scritta e interpretata dai fratelli Gallagher - a rilanciare la carriera di una band che effettivamente sembrava da tempo a corto di grandi melodie, quelle che invece troviamo in brani ben noti a chi c'era e li ricorda volentieri anche per essere stati una risposta più sobria e roots all'arroganza street dei Guns, almeno quando questi coltivavano la passione per gli Stones. Forse i primi Blind Melon hanno avuto lo stesso significato musicale dei Black Crowes, ma i Corvi avevano qualcosa in più. Per esempio canzoni come "Remedy", "Jealous Again" o "She Talks to Angels" - per citarne tre presenti in Croweology - in qualche modo divenute dei classici del rock americano dei Novanta. Non hanno mai sbancato nel Vecchio Continente, e non c'è da stupirsene vista la proposta. Resta tuttavia la sensazione che, uscissero oggi, magari non farebbero il botto di vendite che ottennero fino ad Amorica (1994), ma magari verrebbero compresi da più persone di quelle che effettivamente li hanno prima esaltati e poi abbondonati al loro destino. Croweology è una compilation acustica con un suono spettacolare e in qualche modo capace di non far sembrare il tutto come il solito best of di addio alle armi. Il bello è che di quelle che dovrebbero essere le loro migliori ne mancano anche diverse, quindi non sarebbe una mossa tanto sbagliata, né un metodo che rovinerebbe la sorpresa, partire o ripartire proprio da questo passo d'addio per conoscere e riscoprire i Black Crowes. Promettiamo di riparlarne.


75/100
You are here:   RecensioniRockvilleBlack Crowes (2010) Croweology
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.