Titolo: El Camino
Autore: The Black Keys
Anno: 2011
soul rock. È un misto di sorpresa e delusione l’ultima fatica dei Black Keys. Una reputazione costruita in punta di piedi la loro. Una manciata di album, i primi consensi, nel 2008 il matrimonio artistico (duraturo) col produttore Danger Mouse, un paio di uscite discrete, una carriera artistica come tante insomma. Maggio 2010, la svolta: esce Brothers. È forse inutile ribadirne il valore, fiumi di inchiostro hanno già provveduto. È doveroso, al contrario, ricordarne le vendite a tanti zeri, i premi, MTV, l’impatto mediatico. Giunti alla soglia del mainstream è difficile restare in equilibrio, qualcuno ci riesce, i più sprofondano. E i Black Keys? Restano in piedi, a fatica, ma restano in piedi. Quella patina vintage permane, quello che sembra mancare è il pathos. L’atmosfera è distesa, informale, non è un male, ma eravamo abituati a ben altro e in ben altro speravamo. La porta d’ ingresso è il punto di forza: il singolo "Lonely Boy" convince e trascina, su questo non si discute. Non male pure il prosieguo, l’indie soul di "Dead and Gone" e "Little Black Submarines", puntualissima, al posto giusto, nel momento giusto. I pezzi in fin dei conti ci sono pure, il tutto però non convince, non completamente: si esce stanchi dall’ascolto di El Camino, con una sensazione di monotonia addosso. Sarebbe un errore parlare di disfatta, ma esaltare questa mezzora non è possibile. La risposta in termini di vendite ci sarà eccome, è un gioco da ragazzi vendere con Brothers alle spalle e con una
main track come "Lonely Boy" (ottima, lo ribadiamo ancora una volta ), altrettanto difficile sarà accontentare chi - giustamente - si aspettava di più. Rimandati.

72/100
The Black Keys
di
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.