Titolo: Bon Iver, Bon Iver
Autore: Bon Iver
Anno: 2011
Elemento:
smart folk[/i]. Certi di non fare eccessivo torto a Sean Carey, Mike Noyce e Matt McCaughan (membri stabili del combo) riferendoci a Bon Iver come a diretta emanazione di Justin Vernon, è difficile non notare quanto artefice e creatura, in simbiosi, siano cambiati. Inevitabilmente segnati dal tempo e dagli eventi: l'uno abituatosi a fatica ma non senza soddisfazioni alle luci della ribalta e ai loro riflessi anche nel quotidiano, l'altra destinata a raccoglierne le confidenze e a inscenarne i risultati su nuovi palcoscenici. Se For Emma, Forever Ago, per chi scrive apice ineguagliato dell'annata di appartenenza, era germogliato da urgenza ed avvenimenti eccezionali, l'album (doppiamente) eponimo, in uscita per Jagjaguwar, raccoglie e fa proprie numerose esperienze intercorse tra l'esordio e il giorno d'oggi: in primis i molti luoghi vissuti o toccati di passaggio durante i tour, durante i quali hanno preso forma le dieci canzoni che da essi prendono i titoli; da non trascurare poi l'ampia gamma di collaborazioni artistiche che, a vari livelli di coinvolgimento, hanno visto Justin lavorare con Kanye West, The National, Gayngs, esperienza, quest'ultima, che riecheggia marcatamente in "Hinnom, TX" e, soprattutto, nella conclusiva "Beth/Rest". Una volta preso fiato, rielaborato il tutto e registrato nello studio voluto e creato da Vernon a due passi da casa, ecco prendere vita un lavoro la cui ricchezza e mutevolezza sorprendono. Un'opera camaleontica che tuttavia non comunica spaesamento quanto piuttosto la gioia nel lasciarsi pervadere e trascinare da innumerevoli stimoli. Un'opera a sua volta arricchita dai contributi di Colin Stetson e del suo sax, C. J. Camerieri, Greg Leisz e Mike Lewis. I leganti sono, ovviamente, l'inconfondibile voce di Justin e le melodie che il suo cantato dipinge, sostenute da arrangiamenti quantomai corposi. "Perth", "Holocene", "Michicant" e "Calgary" sono altri pezzi da donare ai posteri oltre che ai fans, musica ancora una volta sincera e, non temiate, in grado di insinuarsi nei recessi del vostro intimo.[/spoiler]
8/10
di Paolo Busetto (
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
)
smart folk. Certi di non fare eccessivo torto a Sean Carey, Mike Noyce e Matt McCaughan (membri stabili del combo) riferendoci a Bon Iver come a diretta emanazione di Justin Vernon, è difficile non notare quanto artefice e creatura, in simbiosi, siano cambiati. Inevitabilmente segnati dal tempo e dagli eventi: l'uno abituatosi a fatica ma non senza soddisfazioni alle luci della ribalta e ai loro riflessi anche nel quotidiano, l'altra destinata a raccoglierne le confidenze e a inscenarne i risultati su nuovi palcoscenici. Se For Emma, Forever Ago, per chi scrive apice ineguagliato dell'annata di appartenenza, era germogliato da urgenza ed avvenimenti eccezionali, l'album (doppiamente) eponimo, in uscita per Jagjaguwar, raccoglie e fa proprie numerose esperienze intercorse tra l'esordio e il giorno d'oggi: in primis i molti luoghi vissuti o toccati di passaggio durante i tour, durante i quali hanno preso forma le dieci canzoni che da essi prendono i titoli; da non trascurare poi l'ampia gamma di collaborazioni artistiche che, a vari livelli di coinvolgimento, hanno visto Justin lavorare con Kanye West, The National, Gayngs, esperienza, quest'ultima, che riecheggia marcatamente in "Hinnom, TX" e, soprattutto, nella conclusiva "Beth/Rest". Una volta preso fiato, rielaborato il tutto e registrato nello studio voluto e creato da Vernon a due passi da casa, ecco prendere vita un lavoro la cui ricchezza e mutevolezza sorprendono. Un'opera camaleontica che tuttavia non comunica spaesamento quanto piuttosto la gioia nel lasciarsi pervadere e trascinare da innumerevoli stimoli. Un'opera a sua volta arricchita dai contributi di Colin Stetson e del suo sax, C. J. Camerieri, Greg Leisz e Mike Lewis. I leganti sono, ovviamente, l'inconfondibile voce di Justin e le melodie che il suo cantato dipinge, sostenute da arrangiamenti quantomai corposi. "Perth", "Holocene", "Michicant" e "Calgary" sono altri pezzi da donare ai posteri oltre che ai fans, musica ancora una volta sincera e, non temiate, in grado di insinuarsi nei recessi del vostro intimo.
82/100
di Paolo Busetto
Bon Iver