Titolo: Favourite Worst Nightmare
Autore: Arctic Monkeys
Anno: 2007
Elemento:
hi-fi garage rock. Dopo il botto dell'esordio e dei singoli immediatamente successivi, gli Arctic Monkeys si sono sbrigati a pubblicare anche il secondo capitolo della loro saga: si chiama Favourite Worst Nightmare e contiene almeno 3 canzoni destinate ad entrare immediatamente tra i nuovi cavalli di battaglia della band di Sheffield. Sono l'irruenta performance del singolo "Brianstorm" (roba da far impallidire i Queens of the Stone Age), la ritmica da club di Shepherd's Bush di "Teddy Picker" e in particolare "Fluorescent Adolescent", che sembra la versione garage mod di "Redemption Song" di Marley. Ci sono poi una serie di pezzi che vengono fuori sulla media distanza, come il percorso misto di "Do Me a Favour" - il cui ritornello passa una sola volta, stimolandoti il palato senza volerti saziare - oppure il lento "Only Ones Who Know" e la conclusiva "505", che carbura progressivamente col suo motore turbodiesel, un po' come l'albo nel suo complesso. Se inizialmente sono infatti solo quei 3 brani a catturare l'attenzione, poi Favourite Worst Nightmare si insinua con tocchi di classe che si rivelano solo dopo numerosi ascolti. Proprio per questo, non sembra il disco di una band di ventenni sbarbati che ha avuto il sedere di azzeccare un paio di singoli in grado di imbambolare i teenager. Fosse stata solo una questione di hype, gli Arctic Monkeys non sarebbero stati capaci di un LP simile, a pochi mesi dal debutto. No, qui ci troviamo di fronte a quattro predestinati (ok, tre più uno, visto che il bassista è stato giusto rimpiazzato) che oltre a essere almeno un lustro avanti rispetto ai loro coetanei, sanno suonare le loro canzoni senza farti pesare né la loro perizia tecnica - Matt Helders è un portento al drumkit, il numero 1 della sua generazione - né il loro status di
instant rockstars. E quando parte "Old Yellow Bricks", in cui sembrano fare il verso ai Franz Ferdinand, eccoti in un baleno di nuovo in pista, proprio come accadeva con "Dancing Shoes" o "I Bet You Look Good on the Dancefloor". Insomma, gli Arctic Monkeys sono qualcosa di più del gruppo del momento. Diciamo che dureranno almeno un decennio, ma intanto sembrano essere in giro da sempre per quanto sono scaltri.
80/100
Arctic Monkeys