Titolo: Moratoria
Autore: Bikini Atoll
Anno: 2003
Elemento:

Moratoria è la somma perfetta di un rock sempre in bilico fra la carica noise dei Sonic Youth e le melodie scarne ma efficacissime in stile Velvet Underground, passando quindi anche per Television, Iggy Pop e, maggiore novità nella fusione, il post rock canadese e, perché no, texano dei compagni di etichetta Explosions in the Sky. I Bikini Atoll, pur incidendo per la Bella Union, vanno per forza di cose inseriti nel filone di nomi che fra ripassi di new wave e fascinazioni post punk, nel primo lustro dei 2000 hanno tentato con più o meno successo di trovare un posto al sole nel panorama prima indie poi, nei casi più fortunati, mainstream contemporaneo. Una band che, non rinnegando le proprie influenze, trova una formula clamorosamente riuscita per un lavoro che rasenta la perfezione in ogni singola traccia. Il cantato di Joe Gideon riporta dritti fra le strade della New York di Transformer di Lou Reed, immedesimandosi sapientemente nella parte del nuovo cantastorie come in “Black River Falls”, o nella progressiva “Desolation Highway”, una canzone che racconta le confessioni di un uomo in fin di vita e che, al di là dei contenuti, non teme a candidarsi come una nuova “Heroin”, in termini di struttura e carica emotiva. La formazione prevede inoltre: chitarra deragliante, basso pulsante spesso lasciato vibrare, batteria non certo minimale o di mero contorno, piano ed effetti elettronici ad opera della componente femminile della band, Viva. Moratoria è un disco che splende di luce propria, non disdegnando la lezione dei grandi padri del rock, e che si eleva sopra la mediocre massa di produzioni simili emerse copiosamente in quest’inizio di secolo. Inutile proseguire negli incensamenti, non resta che ripescare sia questo album che il successivo - e ultimo - Liar's Exit, registrato da Steve Albini due anni dopo. Poveri Bikini Atoll, avrebbero meritato ben più fortuna.
82/100