Titolo: Amanda Palmer Goes Down Under
Autore: Amanda Palmer
Anno: 2011
Elemento:
pop punk cabaret. Il marchio di punk cabaret Amanda Palmer se lo tira dietro da quando lo utilizzò per presentare la sua musica agli esordi con i Dresden Dolls e da allora è la regina incontrastata del genere. Amante delle atmosfere brechtiane e della musica di Kurt Weill ha saputo declinare questo tipo d'ispirazione in chiave pop, giocando con l'estetica e divertendo il pubblico con trascinanti esibizioni al pianoforte o alle tastiere. Questo nuovo disco è una dichiarazione d'amore all' Australia e alla Nuova Zelanda: registrato interamente live, gran parte al Sydney Opera House e il resto sempre all'interno dei due continenti, contiene sei pezzi scritti da Amanda e sei di altri autori e segue come attitudine la scia del progetto Evelyn Evelyn. Probabilmente questo album non avrà il feedback dei precedenti, almeno non nella parte di mondo non anglofono. I testi sono infatti delle ironiche storielle e può non essere sempre semplice cogliere ogni spunto comico se non si ha una certa dimestichezza con la lingua inglese; oggi d'altra parte ci vuole un secondo per avere il testo di una qualsiasi canzone sotto il naso e quindi consiglio caldamente Google a chi può avere problemi di comprensione. Si va dalle più facili allusioni sessuali di "Makin' Whoopie" e "Map of Tasmania" all'ironia più amara di "In My Mind" e "Bad Wine and Lemon Cake". Alcune canzoni necessitano di qualche piccola informazione preliminare come sapere che la Vegemite è una specie di condimento spalmabile e che Doctor Oz è un personaggio televisivo che parla di medicina sulla tv americana. Non potevano mancare due brani tributo alle nazioni omaggiate, "Australia" e "New Zeland" per l'appunto, entrambe caratterizzate da sentimentalismo non convenzionale. Infine ci sono anche due cover (serie) di canzoni composte da celebri artisti dei sopracitati paesi, "On An Unknown Beach" di Peter Jefferies e "The Ship Song" di Nick Cave il quale con una mail alla diretta interessata ha dichiarato essere questa la migliore rivisitazione mai fatta del pezzo. Anche se spesso si cimenta in cover però il meglio di sè lo dà nel suo repertorio e ancora una volta con questo disco si dimostra un'artista piena di talento e originalità. Se non avete paura delle donne forti godetevi questo piacevole ascolto.
70/100
Amanda Palmer