Scritto da M.F./D.B./P.R.
The Weeknd After Party
Il mixtape-capolavoro R&B che si scarica gratis

N
on sono molte le informazioni su questo misterioso progetto oltre al nome del vocalist (Abel Tesfaye, di stanza a Toronto) e dei producer (Doc McKinney e Illangelo). Quel che è certo è che dopo un tweet del rapper Drake si è scatenato l'hype per questo mixtape reso disponibile per il download gratuito, e diventato nel giro di pochi giorni un vero e proprio caso anti-discografico. House of Balloons è una ventata di freschezza nello scenario dell'R&B contemporaneo, al passo coi tempi per influenze, melodie, e sonorità. Già al termine del primo ascolto non si può fare a meno di constatare la straordinaria compattezza tra i brani, che piegano i più disparati campionamenti (di gran gusto, si passa dai Beach House a Siouxsie and the Banshees) al servizio di atmosfere notturne, con una malinconia di fondo a costruire una colonna sonora ideale per i postumi di feste sfrenate a base di sesso e sostanze non proprio legali: the party & the after party. Il mixtape miscela sapientemente brani più pop, che spingono facilmente al repeat compulsivo, a spezzare altri più minimali (“Glass Table Girls”, “Loft Music”) e tesi all'atmosfera. Tra i primi sicuramente da annoverare “What You Need” e “The Morning”: ritornelli da K.O. immediato e di facile abuso, tanto per restare nei temi dell'album. Testi a parte (più narrativi e meno personali quelli di Weeknd), può essere proprio questo il vero seguito di 808s and Heartbreak, che nel 2008 aveva stupito non solo dal punto di vista della forma - con il suo deciso cambio di rotta - ma anche di quello della sostanza, per qualità di scrittura dei brani e degli arrangiamenti, in bilico tra electro pop, hip-hop e R&B. E mentre West si gode il successo di My Beautiful Dark Twisted Fantasy, ecco qualcuno che ci ricorda dell'esistenza di un concetto di riutilizzo meno popolare e sfrontato; è questo il merito principale di Tesfaye, assieme all'aver realizzato un pugno di canzoni dal grande fascino melodico, quasi universali per il loro potenziale appeal anche presso chi non mastica pane e R&B.

Il Web è già pieno di recensioni entusiaste, dato che House of Balloons può solo raccogliere elogi a meno che non si provi una primitiva - e nel 2011 sempre più limitante - avversione per il genere, ma la vicenda di The Weeknd ispira anche un breve discorso più laterale. È un momento di enorme fioritura della musica, questo, in cui idealmente chiunque può dare sfogo alla propria creatività, è sufficiente un laptop e un controller da quattro soldi. Il mercato (e il non-mercato, come in questo caso) è letteralmente sommerso da musica elettronica a basso costo e da un numero incalcolabile di mixtape, sia legati al mondo della musica da club che a quello della musica nera, allegati a riviste o pubblicati su quasi-social network come soundcloud. Proprio per questo motivo, il bisbiglio sempre più insistente attorno a The Weeknd sottolinea ancor di più il valore di questo lavoro, che emerge prepotentemente dalla mole quasi settimanale di nuove creazioni. L'incastro tra un'anima affine all'estetica R&B più moderna (quella che gioca perennemente tra linee vocali sexy e sdolcinate e un beat intenso) e un corpo composto da questa elettronica Do It Yourself lega House of Balloons all'illustre precedente dello scorso anno di How to Dress Well, più rumoroso e sognante ma ugualmente mellifluo, tanto quanto al post dubstep di Deadboy, i cui remix delle canzoni di Cassie fanno il paio, a bpm dimezzati, con il sapore inglese della già citata “What You Need”, splendido notturno erotico. Alcuni sintetizzatori lo-fi (sempre ascrivibili al fenomeno DIY) allargano, addirittura, a suoni appartenenti al cosmo witch house, ricordiamo i Salem che ritoccano le tracce di Gucci Mane, e al ritmo più profondo proprio di Drake e, di rimando, di Kanye West (ancora lui).

House of Balloons, già comparso sul Rolling Stone, rischia seriamente di non essere solo un passeggero fenomeno indie; data l'immediata grande diffusione dell'album, molti altri adepti del sistema-mixtape potrebbero tentare la sorte con più insistenza, anche se potrebbero faticare di più senza il tizio famoso di turno a twittare la loro buona novella (ricordiamo un caso analogo dello scorso anno con le No Joy, il cui Ghost Blonde ha però fatto meno rumore nonostante l'ottimo livello qualitativo). La cosa certa è che Tesfaye è riuscito, con questo sistema, a guadagnarsi gratuitamente molta, molta attenzione per quelle che saranno le sue future mosse. Starà a lui dimostrare che non si è trattato di un caso, e siamo pronti a scommetere che ce la farà. Intanto, se avessimo potuto, House of Balloons gliel'avremmo comprato tutti.


90/100

The Weeknd


di Matteo Furcas, Denis Bosonetto e Pierluigi Ruffolo
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