Made in Italy

Suoni dalla Penisola. Spazio dedicato alla discografia del Belpaese. Oltre Sanremo. Oltre sole-cuore-amore. Una vetrina sui prodotti a marchio Made in Italy: orecchio teso verso la musica degli artisti emergenti come verso quella dei nomi noti, suonata in ogni stile e cantata in ogni lingua.


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Scritto da A.D.
post rock. Secondo capitolo dell'avventura dei Guano Padano, interessante progetto nato nel 2009 dall'incontro tra il chitarrista Alessandro Stefana, il batterista Zeno De Rossi e il bassista Danilo Gallo. Tredici tracce lungo le quali questi abili musicisti, partendo da americana e spaghetti western in salsa morriconiana, finiscono col lambire molti generi musicali di confine, dalla world music al pre-war folk, non disdegnando di flirtare all'occorrenza col jazz e con certe soluzioni sperimentali alla John Zorn. Ad impreziosire il tutto molti ospiti eccellenti, tra cui impossibile non ricordare almeno Marc Ribot, la cui chitarra si fa sapientemente largo nell'orientaleggiante "Miss Chan", e Mike Patton, che interpreta come solo lui potrebbe fare la cupa e angosciante "Prairie Fire".

70/100
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di Alessio Dainelli 

 
Scritto da F.S.
psych folk. Letto il nome? From the Memory of My Hard Disk. Ecco. Sapete già tutto di quel che troverete in questo lavoro di Marco Bernacchia: una serie di brani ripescati dalla memoria rigida dell'artista marchigiano. Queste tracce difettose o smarrite vengono pubblicate in formato cassetta, 50 copie. Ma sono anche in modernissimo free download. Dentro ci trovate il consueto mondo rovesciato di Above the Tree, la sua speciale ricetta sperimentale a base di blues, folk, elettronica e visioni. Un biglietto da visita un po' disordinato, ma anche l'occasione per mandare nuovamente l'attenzione a Wild, ottima uscita di pochi mesi fa.

67/100
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Scritto da A.D.
power pop anni '60. Far ballare e divertire i giovani d'oggi attraverso il recupero della musica che ascoltavano i genitori quando avevano la loro età, questo l'obiettivo dichiarato di Marco Ucigrai (voce e chitarra), Thomas Paganini (basso e cori) e Mauro Campaleoni (batteria), tre ragazzi provenienti dalla provincia di Varese con un amore dichiarato per i Ramones ed i Pulp, ma anche per Lucio Battisti, al quale non a caso è stato dedicato il brano omonimo, e, più in generale, per la musica beat italiana anni '60. Una curiosa operazione nostalgia che ha portato alla realizzazione di questo disco di inediti leggero e orecchiabile, ma all'occorrenza anche energico e rumoroso, perfetto per essere ascoltato ad alto volume e cantato a squarciagola.


zolfo 70/100
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di Alessio Dainelli 

 
Scritto da F.S.
electro rock. Anche in Italia ultimamente si sparano suoni elettronici in ogni direzione e non sempre con vera cognizione di causa. I Wora Wora Washington manipolano le loro macchinette dal 2008 e Radical Bending è il secondo disco dopo l'esordio Techno Loversche portava già nel titolo un netto schieramento a favore del sound sintetico. Queste otto tracce sono energiche e ammiccanti; molte galoppano spedite nelle orecchie, altre si dilatano in suggestioni d'ampio respiro. Tutte sono sature di suono, ma senza risultare mai eccessive. Una buona prova di forza e di misura.

68/100
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Scritto da A.D.
folk rock. Dopo il chiacchierato esordio del 2010, Il Pan del Diavolo, nome dietro al quale si celano i palermitani Alessandro Aloisi e Gianluca Bartolo, si ripresenta con la propria inconfondibile ricetta, in cui il blues più sporco e il rock'n'roll si amalgamano al folk acustico e a testi che pescano a piene mani da certa tradizione cantautorale del Belpaese. Rispetto al precedente lavoro, il sound della band, complici alcune importanti collaborazioni (Diego Sapignoli, Antonio Gramentieri, Nicola Manzan), si è fatto più articolato e corposo, ma sembra aver perso in freschezza, risultando smorzata quell'attitudine punk e quella genuina spontaneità che forse erano proprio il principale motivo che aveva permesso a questi ragazzi di farsi notare. Non un passo falso, ma era lecito attendersi qualcosa di meglio.

64/100
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di Alessio Dainelli 

 
Scritto da F.S.
alt rock. I Giardini di Mirò sono tornati con la discrezione con la quale da sempre si accompagnano. Il loro quinto album in studio si può definire in continuità con i precedenti lavori e ce li fa apprezzare ancora una volta come una delle proposte rock più solide del nostro Paese. Questo non è il disco del colpo di fulmine, piuttosto il punto di una relazione stabile. Sono otto canzoni di spessore, la cui intensità filtra sottopelle con lentezza. Non si consuma in un attimo. Rimane in circolo e ti spinge a ritornare su quelle note che piano piano diventano familiari. Qualcosa manca, è vero: i pezzi dei GDM, molto più di quelli di altri, sono completi solo dal vivo. Fatevi un piacere tuttavia: riscoprite il vecchio catalogo, e presentatevi ai loro concerti.

65/100
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Scritto da F.S.
rock acustico da camera. Pianoforte, violoncello e chitarra. Rock acustico che sposa la musica classica e si forgia in ballate a tempo di walzer e melodie intimiste. Questo è il mondo sonoro proposto dai Werner, al debutto con Oil Tries to Be Water. È un disco pervaso da un senso di malinconia e indeterminatezza costante che proietta la mente verso un immaginario che dal legno degli strumenti rimanda verso il legno degli alberi, dei cavalletti dei pittori, del parquet di una camera, delle assi del palcoscenico di un teatro. Gli arrangiamenti sono forse un po' ingenui, ma la combinazione insolita di strumenti e atmosfere potrebbe portare con qualche rifinitura in più a risultati molto interessanti.


68/100
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Scritto da F.S.
indie rock. Sono giovani, bravi, hanno gusto e quel certo non so che. I Foxhound sono uno di quei gruppi che puoi mettere su un palco sicuro che attireranno sguardi e faranno muovere gambe. In Concordia propongono un mix piuttosto convincente: chitarre e impeto post punk, potenza noise, ammiccamenti pop. Intelligenza creativa e niente lasciato al caso. Fanno centro, soprattutto quando scatenano la sezione ritmica e sembrano cuginetti lontani dei Franz Ferdinand e dei Vampire Weekend o fratellini degli italiani Drink to Me. Auguro loro schiere di ragazze urlanti sotto i palchi. Ma probabilmente le hanno già.


73/100
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