Titolo: Cane
Autore: Gaben
Anno: 2010
Elemento:
italian rock, indie. Uscito lo scorso 12 Marzo per la Benka Records, Cane costituisce l'esordio assoluto nelle vesti di solista per Gaben, al secolo Alessandro Gabini, classe '76, un passato da bassista nei Giuliodorme, un presente da chitarrista nel progetto noise Negative Trip e nei BarbaBlu, eclettico duo con base a Dublino. Personaggio indubbiamente interessante e fuori dagli schemi, Gaben è da sempre appassionato di disegno e scultura e da anni porta avanti una carriera parallela come artista figurativo. Come musicista, il Nostro ha spiegato in più di una occasione di avere come punto di riferimento un immaginario sonoro che spazia dagli AC/DC ai Beastie Boys, dai Fugazi ai Nirvana, passando per i Pavement e tutta la scena rock indipendente a stelle e strisce. Cane è un album gradevole e senza pretese, dodici tracce (tra cui una piccola parentesi noise a firma dei Giovanna d'Hardcore) apparentemente innocenti, in cui cerca di fotografare il piatto stile di vita di chi ha avuto la sfortuna di nascere nella provincia italiana. Una quotidianità che, nella sua tragica mediocrità, riesce tuttavia a riservare sempre stranezze e singolarità, purezza e ambiguità. I testi, volutamente banali e non-sense, ricordano vagamente il primo Bugo, mentre, dal punto di vista strettamente musicale, pur venendo privilegiato il classico approccio minimalista basso-chitarra-batteria, non mancano interessanti aperture all'elettronica. Tra gli episodi più riusciti di questo lavoro, meritano senza dubbio di essere ricordati l'iniziale “Superdrive”, con le sue chitarre graffianti, il cupo crescendo di “Solita Lagna” e la sarcastica “Ragazza Indie”, in cui viene addirittura invocato l'intervento del maestro Frank Black. Un disco ironico e disincantato, al tempo stesso morbido e spigoloso, essenziale negli arrangiamenti, diretto nelle espressioni.
63/100