Scritto da Panopticon
C
he roba è? Si sarà chiesto qualcuno di voi leggendo il titolo dell'articolo. Ebbene, per questo ultimo numero del 2009, la Redazione del Panopticon ha deciso di fare un regalo ai molti lettori provenienti dallo storico forum italiano dei Tool, ospitando una compilation composta di pezzi scritti e interpretati da solisti o da gruppi a cui partecipa almeno un membro fisso del 3rd Eye Forum. Musica che non si può neanche definire emergente, visto che quasi nessuno ha pubblicato altro che demo delle stesse canzoni. Ecco, semmai si tratta di una raccolta di tracce di band che vogliono così farsi conoscere da un pubblico più vasto di quello del vicinato, molestato dai rumori notturni provenienti dal garage del batterista o dall'ex pollaio adibito a sala prove.

La compilation - ovviamente no profit - colleziona soprattutto musica tendente al rock alternativo e al metal, con alcune incursioni nell'elettronica e nel punk rock. Se anche solo una di queste canzoni farà colpo su di voi, il compito di questo spazio sul Panopticon sarà stato ben assolto. Se così non sarà - come è del tutto possibile - pazienza: non è certo questa la ragione di vita del 3rd Eye. Non è detto però che alcuni manager o discografici all'ascolto non restino colpiti da un brano particolare. In quel caso saranno utili le sintetiche informazioni annesse al file in download gratuito che trovate in questo articolo. Per contattare la band autrice del pezzo, basterà visitare il sito (spesso una pagina myspace) segnalato, o scrivere all'indirizzo di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per chiedere più informazioni.

Abbiamo parlato con Damon ©, il coordinatore della comunità dei fan italiani dei Tool (ancora tra i fanbase più popolari nel nostro territorio, nonostante le novità su Maynard e soci latitino come sempre), che ci ha un po' spiegato lo spirito di quest'iniziativa.



Panopticon: Cominciamo dai complimenti per il forum e per l'iniziativa, non è una cosa da tutti dare voce alla propria utenza...
Damon: In realtà non si tratta di niente di così originale. A quanto mi risulta ci sono diverse comunità che si sono date da fare per raccogliere la musica dei propri iscritti, facendola girare gratuitamente con queste stesse modalità. Semmai la differenza sta nello spirito con cui noi facciamo le cose, molto più pop e autoironico, sebbene la musica che i ragazzi hanno suonato sia prevalentemente dura.

Panopticon: Ma immaginiamo che ci siano alcune di queste band che vogliono davvero avere una chance importante...
Damon: Senza dubbio, anche se poi è il pubblico ad essere sovrano. Abbiamo lanciato l'iniziativa in modalità "chi vuole partecipare metta il dito qua sotto", ben sapendo che ci potevano essere più di una decina di utenti interessati. Alcuni hanno letto il messaggio troppo tardi e non si sono potuti sottoscrivere. Altri da quando hanno postato la loro canzone, hanno vissuto in funzione del giorno di pubblicazione di questo articolo. Scherzo. Ma è vero - e loro lo sanno - che se la compilation è del 3rd Eye, il sempre temutissimo 3rd Eye Forum, allora raccoglie più attenzioni di quelle di posti gestiti da personaggi fanatici di Patton, ultimi Red Hot Chili Peppers, Dream Theater, Depeche Mode e Cure fino all'oltretomba, del metal scandinavo con ascia sotto il letto pronta in caso che entrino i folletti notturni di Golden Axe, sognando un viaggio a Capo Nord a conoscere l'autore dell'artwork del disco dei Disillusion, rimpiangendo di trovarsi nell'Europa a clima temperato e non tra i fiordi a mangiare stoccafisso e bacche, col capello lungo liscio, polsino di una band posthardcore esistenzialista e sguardo truce nella foto su Facebook, maglia degli Ulver, e via dicendo...

Panopticon: C'erano limitazioni di qualche tipo riguardo alla musica? A parte 3-4 pezzi, sembra più o meno tutta roba stoner, prog metal, alternative ...
Damon: Nessuna limitazione riguardo ai generi. Industrial, rock, pop, metal, prog, folk, reggae, noise, jazz, dance... Ovvio che se qualcuno si fosse presentato con un pezzo di 39 primi di drone non l'avremmo potuto accettare. Non tanto perché ce l'abbiamo col drone, ma perché avrebbe tolto spazio ed attenzione ad altri. Non è una compilation che raccoglie soltanto e per forza musica per un unico tipo di pubblico quindi, non è come succede altrove che fanno la festa e se la godono quei soliti figli di Untouchables dei Korn che oggi fanno i fenomeni. Certo che mi aspettavo partecipasse anche l'anima più indie e pop del forum, ma non è detto che non ci sia anche un volume due...

Panopticon: In effetti il 3rd Eye è noto anche e soprattutto per essere qualcosa di più di una semplice raccolta di informazioni sulla band di riferimento... da qualche annetto ormai ha una sua linea editoriale anche per l'altra musica, con molti utenti che partecipano attivamente e hanno dei gusti che vanno ben al di là del circondario tooliano...
Damon: Vorrei ben vedere! Anche perché se stai lì ad aspettare i Tool... non c'è morta una vecchia, ma un intero ospizio. Così, assieme al resto dello staff, abbiamo tentato di non limitarci a parlare soltanto di Maynard e soci. Inizialmente è stata dura far capire perfino i Joy Division o i My Bloody Valentine a gente che magari si era formata prevalentemente col grunge, il nu-metal e i classici hard rock degli anni Settanta, poi piano piano chi era più chiuso e limitato è migrato altrove, lasciando il posto ad una nuova utenza, più aperta dal punto di vista dei gusti musicali - anche se dalla compilation non si direbbe, lo so... - che ormai è anche abbonata al Panopticon, quindi alla buona musica che si trova in giro. Insomma, il fan dei Tool oggi è molto diverso da quello di alcuni anni fa: ormai è talmente snob da risultare candidamente antipatico. Prima era solo antipatico.

Panopticon: C'è un brano di questa compilation che ti è particolarmente piaciuto?
Damon: Forse ce ne sono un paio che potrebbero avere un qualche riscontro. Certo non vi dico quali. Alcuni invece per quest'occasione hanno scelto una canzone che non mi convince come altre del loro repertorio che ricordo. Ma se fino ad oggi non sono stati notati, forse i gusti sballati sono i miei e la prescelta è in realtà quella giusta per farsi conoscere da chi conta. Lo spero per loro.

Panopticon: Il file sarà scaricato anche da alcune case discografiche, italiane e non. Sei fiducioso o questi gruppi dovrebbero muoversi anche diversamente?
Damon: Terrei molto basse le aspettative e continuerei a darmi da fare per migliorare le canzoni, fossi in loro. E investirei nell'immagine e nella comunicazione. Non ti puoi presentare ad una casa discografica senza avere un sito. Non basta la pagina myspace dove magari hai postato delle foto in cui sei conciato come quello dei Dire Straits. Allora meglio non presentarsi affatto, e inviare a mezzo mondo il proprio demo. Magari qualcuno risponde...

Panopticon: Ok, adesso è il momento di passare alla musica... Ci salutiamo Damon, è stato divertente..
Damon: Buon ascolto e ... ricordati di non giubilare.


01. Linfa - Carver

Aprono la compilation i modenesi Linfa con "Carver". Si tratta di una heavy ballad che dopo un'introduzione delicata si accende all'improvviso, con grande carica emotiva. Un pezzo che si lascia apprezzare soprattutto per la convincente linea melodica - fattore mai da sottovalutare - e per l'esecuzione pulita offerta dalla band; anche se, va detto, forse manca ancora un pizzico di personalità, ovvero quello che potrà fare la differenza in futuro. In ogni caso, un buon punto di partenza per dei ragazzi che sicuramente possiedono dei margini di crescita, e che sono già vicini all'obiettivo, se i riferimenti sono Marlene Kuntz o Afterhours. Promossi al punto di piazzarli in testa alla raccolta.



02. Teverts - Shine

Il pezzo dei Teverts da Benevento offre sei minuti di suono psych/doom metal che pur pagando pegno ad una serie di band capitanate dagli Electric Wizard, riesce ad evolversi varie volte durante il suo percorso, senza mai perdere di vista il refrain melodico iniziale. Non è cosa da tutti, come capiterà di ascoltare in questa stessa compilation. La performance è certamente di alto livello, con più di un'idea intelligente al servizio di un sound che come si lasciava intendere è di stampo prettamente stoner, con una sosta intermedia che sa tanto di Peach (quelli di Giving Birth to a Stone) e il colpo di scena dell'assolo noise al pedale a segnalarsi tra gli highlight di questa raccolta di pezzi amatoriali.


03. Valvamitrale – Before You

I Valvamitrale vengono da Tito, nei dintorni di Potenza, e rappresentano una delle realtà più interessanti tra quelle che hanno deciso di prendere parte a questo progetto no profit. La loro ricetta musicale è in apparenza assai chiara: chitarre dai suoni ricercati a guidare le armonie, tinte fosche, grande uso di basso distorto, voce filtrata per un cantato prevalentemente in Italiano. "Before You" colpisce per la sua atmosfera dark, oltre che per l'innegabile potenza di fondo e per la ricercatezza degli arrangiamenti adottati, indice di idee chiare e di buon gusto. Forse più che i Tool, il punto di riferimento dei Valvamitrale sono gli A Perfect Circle. Ma potrebbero piacere anche ad appassionati di grunge et similia. Per altro, il resto del repertorio è di pari valore, quando non anche superiore. Il potenziale, anche in questo caso, c'è.


04. Esteban – Hungry Woman

Punk rock immediato e sanguigno, pieno di energia. Questa, in estrema sintesi, la proposta degli Esteban, formazione originaria di Lodi. La loro "Hungry Woman" svolge bene il suo compito, con una bella scarica di adrenalina ed un ritmo veloce che colpisce a primo ascolto. Ci sentiamo di consigliare a questi ragazzi di sforzarsi, nel futuro, di sfuggire a determinati cliché, tipici del loro genere di riferimento, per cercare di intraprendere un cammino musicale più personale. I mezzi per farlo, senza dubbio, ci sono. Il pezzo resta comunque divertente.


05. Severed Garden - Invisible Box

I giovanissimi Severed Garden da Chieti fanno progressive metal con risultati del tutto simili a quelli di ben più mature (o forse dovremmo dire immature) formazioni. Non vi aspettate pacchianate alla Dream Theater però, perché pur ingenui, i Severed Garden mostrano buon gusto e savoir faire per gli standard del genere. Forse troppo alto il volume della voce rispetto alla strumentazione, ingiustamente in secondo piano. La parte di chitarra che porta al nuovo ritornello "crying for my mistakes" poteva addirittura essere allungata in una divagazione post rock, visto che convince di meno la parte finale del brano, quella più tendente al metal e in generale un po' confusa. L'arma in più può essere l'abile lavoro del tastierista, che se ben disciplinato, può fare la differenza e distinguere. Un minutino in meno non avrebbe tolto nulla alla qualità finale del pezzo, anzi. C'è comunque il segnale di una gran voglia di fare musica, e vista la giovane età, non ci stupiremmo se nel giro di qualche stagione i Severed Garden riuscissero a trovare una forma più fruibile e quindi più avvincente.


06. Ænigma - Make It Mine

Quella dei romani Ænigma è l'unica voce femminile della compilation. Si erge alta (a tratti anche troppo) sopra ad una base musicale in bilico fra lo stoner e i Metallica, in cui fa una grande figura la batteria di Andrea Bonomi Savignon. Qualche accenno di psichedelia nella fase centrale del pezzo, che magari meriterebbe di essere registrato con più alta definizione, per poter apprezzare meglio le sfumature del basso e della chitarra: i piatti a volte mangiano le tonalità più basse del suono. Per il resto, appare una buona performance che con una melodia più orecchiabile potrebbe raccogliere discreti consensi.


07. The Collective Unconscious - The Bound

Sono di Roma anche i Collective Unconscious, il cui punto di forza - lo diciamo subito - è il tono scelto dal cantante che però, va detto, deve migliorare/ripulire la pronuncia se vuole cantare in lingua. Ottima la linea melodica trovata, mentre si può fare meglio nell'interpretazione, forse penalizzata dal mixaggio casareccio, non esente da piccoli ma comprensibili difetti. I sette minuti e passa di "The Bound" sono francamente troppi, ma la sensazione di fondo è comunque buona, specialmente grazie al silenzio intorno alla chitarra verso la metà del brano: quella parte sarebbe potuta durare di più, a discapito di quanto avviene dopo, in cui la registrazione appare un po' troppo satura di parti. L'altro fattore positivo è certamente il suono, funzionale e adeguato al tipo di musica proposto.


08 This Broken Machine - My Grudge

Geometrici e precisi, i milanesi This Broken Machine - senza girarci troppo attorno - fanno metal. E lo fanno con perizia tecnica ed esperienza, visto che il progetto non nasce certo ieri. Che poi la loro proposta sia palesemente influenzata dagli Alice in Chains e dai Pantera nell'impianto vocale, è altro discorso, tanto che questo convince maggiormente nell'apertura melodica del ritornello, piuttosto che nella strofa, forse un po' troppo reminiscente del compianto Staley. Fantasiosa la sezione ritmica che insiste su cambi di tempo disorientanti: all'interno di "My Grudge" ci sono le idee per 3 canzoni differenti. Da rivedere certi echi nu-metal, che oggi potrebbero essere compromettenti. Per il resto un'ottima performance, ben registrata.


09. Opaque - Automaton

Da qualche parte nei dintorni di Padova, ma non solo, incidono gli Opaque, autori dell'album The Great Escape, autoprodotto e in uscita ad inizio 2010. Fanno musica elettronica potenzialmente ballabile, piuttosto avvolgente e con derive industrial - ebm. La qualità del suono è altissima, la profondità davvero entusiasmante. Con una definizione così alta, si ha davvero in mano qualcosa per farsi notare. Dove si può migliorare? Forse nell'utilizzo dei bassi - sempre indispensabili in sonorità di questo tipo - e quindi nella fruibilità della proposta: le parti più avvincenti di "Automaton" sono quelle in cui ti viene voglia di seguire il ritmo con la testa. Perché questa è musica che appena ritoccata funzionerebbe benissimo in molti club. Tra i più pronti a fare il grande salto, gli Opaque spezzano a metà la compilation del 3rd Eye.


10. Nihil - v-1

Torniamo al rifforama con i pisani Nihil, autori di un brano di chiara matrice stoner metal, in cui convince in pieno la batteria, meno la linea melodica che abbisogna di vari e forse troppi ascolti per essere apprezzata. Con più semplicità si eviterebbe l'effetto confusione che va via solo dopo numerosi passaggi. Se il deserto californiano sembra essere il miraggio dei Nihil, è chiaro che le parti di chitarra hanno un ruolo decisivo in fase compositiva, visto che tutta la struttura si fonda su un'efficace circonluzione di riff neanche così accostabili ai Kyuss. Il suono è quello adeguato, la forma c'è. Si può curare di più la scelta della tonalità vocale per rendere più orecchiabile il pezzo, ammesso che ciò sia un obiettivo preventivato.


11 Parsec - Dipendenza

I Parsec sono un gruppo bolognese tanto giovane quanto ambizioso. D'altra parte, non è da tutti decidere di prendere il nome da un'unità di misura per distanze astronomiche. La proposta di questi ragazzi appare davvero difficilmente etichettabile, spaziando dall'hard rock alla musica progressiva, dalla new wave al crossover californiano, il tutto con un occhio di riguardo per i testi, rigorosamente in Italiano. A tratti sembrano ricordare i vecchi Litfiba. Il brano scelto per questa compilation è uno dei più immediati del loro repertorio, ed è costruito intorno ad un interessante giro di basso su cui poi si innestano chitarre potenti, che a loro volta rimandano direttamente a band alternative metal come Kyuss e forse, in senso buono, anche Faith No More.


12 The Glitterkidz - Same Soul, Distant Places

Wildhearts e Hardcore Superstar sembrano il punto di riferimento principale dei Glitterkidz, un rock'n'roll molto diretto, a tratti glam e dall'energia quasi punk, con un assolo di chitarra che rimanda ai boccoli di Slash e ad una scena musicale anacronistica quanto si vuole ma molto divertente. Da rivedere la pronuncia inglese, tuttavia. Tutto sommato, per gli obiettivi che si pone, il pezzo è riuscito. I Glitterkidz non stonerebbero di spalla ai Wildhearts, questo è sicuro. Divertimento è la parola chiave.


13 Seizure - Feverish

I Tool fanno capolino diverse volte nei Seizure, che proprio in questo atto di dichiarato amore trovano il limite della loro proposta. C'è anche la sabbia del deserto californiano tra le note di "Feverish", in cui ad essere protagonista è la sezione ritmica. Il suono c'è, da rivedere invece la composizione, forse troppo derivativa e difficilmente distinguibile fra un migliaio di altre formazioni di genere. Ci siamo, i ragazzi hanno diverse carte da giocare soprattutto dal punto di vista strumentale, ma non devono avere paura di osare - e usare - nuove idee in grado di fare la differenza. Convincenti, ad ogni modo.


14 Grunter Screams - The Needled Years

Il pezzo più duro e indiscutibilmente metal dell'intera compilation è quello dei veneziani Grunter Screams. Velocità, growl soffocante, rallentamenti, altre sfuriate, fino ad inattese aperture dal sapore dei vecchi e cari Metallica: questo è il suono di "The Needled Years", la traccia più datata della compilation, essendo stata registrata nell'ormai lontano 2003. Buona la non-sovrapposizione dei vari strumentisti: ognuno fa il suo, senza bisogno di saturare le parti del prossimo. Probabilmente una canzone che stona all'interno di una compilation in cui la fanno da padrone ben altre sonorità e stili, ma non per questo da sottovalutare.


15 Dedalum Tæte - Difference

Da Trento ecco sopraggiungere i Dedalum Tæte, con il loro rock tendente al metallo, ma ancora in qualche modo accostabile all'era Seattle. C'è un po' di confusione nelle mire dei trentini, tra il vago sentore di psichedelia nell'intermezzo centrale e gli stacchi da posa hard rock che fanno capolino qua e là, fra l'interpretazione cobainiana e le doppie voci del coro finale. Troppi cliché, francamente. Peccato perché il suono dei chitarroni riporta agli Smashing Pumpkins e la forma-canzone ha una semplice ma efficace architettura. Ma si può sempre migliorare, a partire dalla registrazione non certo ottimale, magari aprendosi a nuovi approfonditi ascolti, o semplicemente osando qualcosa di diverso.


16 La Parola Persa - Hundir

Produzione pulita, fiati in grande spolvero, batteria perfettamente calata nella parte, divertimento e ritmo assicurati. "Hundir" è un signor pezzo senza genere, a cui muoviamo il solo appunto di un suono e un volume della chitarra che oltre ad essere fuori luogo, non riesce ad incidere nell'economia del pezzo come potrebbe. Per il resto il combo romano è in pista alla grande. Ottimi movimenti né world né propriamente jazz, scorrevoli senza essere banali, con l'impressione di una jam session sfornata con perizia tecnica e grande umiltà. Difficile stabilire un punto di riferimento, La Parola Persa è un'orchestra jazz rock piuttosto originale.


Per scaricare la compilation, clicca qui

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