Titolo: Non Io
Autore: Bachi da Pietra
Anno: 2007
Elemento:


Da un così eccentrico mix di musicisti, non poteva che nascere qualcosa di originale, parola che se accostata ad un gruppo italiano prende significati particolari, di questi tempi... Bruno Dorella (mente percuotente dei tuttora attivi OvO e Ronin) e Giovanni Succi (ex chitarra e voce dei Madrigali Magri) sono ormai da alcuni anni la strana coppia del rock alternativo italiano. Eclettico e poliedrico batterista il primo, oscuro e ispirato paroliere nonchè chitarrista di talento il secondo. Le intenzioni si intuiscono già dal nome della band, un insetto che invece di produrre seta, tesse una trama di roccia, lentamente ma costantemente, dando origine a qualcosa di solido e duro, ma fragile. Non Io è il loro secondo
full lenght, che dopo il primo già interessante Tornare nella Terra, colpisce e rapisce chi ascolta per le sue liriche crude, vere, scure, sporche e per le atmosfere surreali. Verrebbe da usare una parola ormai un po' fuori moda: pulp, ma Non Io è anche poetico e profondo. Uscire per un'etichetta come la Wallace è sicuramente garanzia di qualità, di avanguardia e sperimentazione. I riferimenti sono quasi impossibili da tracciare, non c'è la voglia di stupire con chissà quale novità cosmica. Le sonorità infatti spiazzano l'ascoltatore, ma mi concedo di azzardare un accostamento con un disco in particolare, che trovo affine per alcuni aspetti: Hex; Or Printing in the Infernal Method degli Earth. A volte si riscontra in Non Io la stessa sensazione di solitudine desertica che avvolge quel disco, ma estremizzata da una voce che sibila parole visionarie e disperate. Così mentre Dorella percuote la scarnissima batteria con ogni mezzo, dalle spazzole jazzy alle mani, Succi recita (non canta, non c'è quasi mai melodia) le sue parole sussurrate e impercettibili, con drammatica teatralità (
"per vedere devi perdere gli occhi"), mentre suona (e percuote) le corde di una chitarra dal suono blues. Un originalissimo pulp blues.