Titolo: Black Rainbow
Autore: Aucan
Anno: 2011
Elemento:
italian post step. Gli Aucan, da Brescia, sottolineano per contrasto quanto la scena musicale italiana sia esageratamente fuori sincrono rispetto al resto del mondo. Per la prima volta, forse, si sentono suoni inglesi provenire da così vicino. "Save Yourself", "Heartless", "Underwater Music" e altre si rifanno con successo (anche se forse con un suono un pochino acerbo), al momento di passaggio tra dubstep e post dubstep, ricordando un po' le pubblicazioni iniziali della Planet Mu e, in alcuni casi, addirittura i Darkstar. In aggiunta v'è l'esperienza post rock degli esordi, condensata tutta in una volta in "In a Land". Certo che, visti i presupposti, il disappunto per scenate puerili, con urla e tutto il resto, come "Sound Pressure Level" o "Away" è doppio. Anzi, in generale quasi tutte le tracce cantate presentano diversi problemi di composizione: poco mordente, melodie vocali poco attraenti, quasi di periferia. Allo stesso modo, è criticabile lo studio sul ritmo. Prendiamo "Red Minoga": suoni poco lavorati, spogli, battiti senza appeal e snare fastidiosamente onnipresenti. Eppure gli Aucan sanno fare molto meglio. La traccia d'apertura non ha di queste ingenuità e risulta, infatti, non solo la migliore traccia dell'album, senza il minimo dubbio, ma una canzone ottima in senso stretto. La voce di Angela Kinczly si sposa alla perfezione con quell'andatura dub dalle striature trip hop con cui la band sembra trovarsi più a proprio agio. Abbandonando del tutto un passato poco interessante per concentrarsi di più sulle qualità evidenti di questo Black Rainbow porterà il giusto successo a questa giovane band. Si spera.
65/100
Aucan