Titolo: Condors
Autore: Nedry
Anno: 2010
Elemento:
post dubstep, electropop. Nedry: Earthkeptwarm, Ekocam e Ayu sono i tre ragazzi che tengono in piedi questo giovane progetto, uniti dalla passione per la musica elettronica creata apposta per poter essere suonata (e cantata) dal vivo. I Nedry esplorano diverse possibilità sonore, scomponendole e riassemblandole in forme e strutture inaspettate, sulle quali la voce di Ayu viene a trovarsi perfettamente a proprio agio. Condors è stato ultimato nel 2009, dopo esser stato suonato dal vivo in versione strumentale prima che la stessa Ayu tornasse dal Giappone, per uscire in Europa in febbraio, mentre gli USA dovranno attendere il mese di aprile. La commistione di elementi elettronici e analogici porta ad avere canzoni in grado di vivere contemporaneamente su due piani paralleli che sono uno il riflesso dell'altro; se "A42", nel suo incedere
un po' Portishead e
un po' Björk, potrebbe essere il brano
calamita per chi si ritroverà ad ascoltarlo per caso magari grazie al video, la chitarra acustica della prima parte di "Apples & Pears", alla sua scomparsa, troverà il proprio alter ego nel basso sintetico (e molto dubstep) del cuore del pezzo, senza che esso perda minimamente di continuità. "Scattered" è un razzo a tre stadi che vive di drum'n'bass, chitarre industrial e feedback sempre graditi, per arrivare al finale che omaggia, ancora una volta, le nuove realtà underground londinesi. E lo stesso fa proprio "Condors", che lascia improvvisamente l'ascoltatore preda del ritmo delle tabla, come in un Margins Music dall'anima pop. Ecco, forse nelle due finali "Swan Ocean" e "Where the Dead Birds Go", Ayu sembra ancora fin troppo debitrice nei confronti degli insegnamenti della maestra Björk, ma siamo certi che col tempo riuscirà a trovare la sua indipendenza e una propria originalità. Del resto, sulla qualità e sull'efficacia dei pezzi non c'è veramente nulla da obiettare, e Condors, in sintesi, rappresenta trenta minuti di buona musica che lasciano ben sperare. Questi ragazzi, che si nutrono di musica altrettanto buona (da Moderat e Harmonic 313 a Nirvana e Broken Social Scene, oltre che quintali di
dubstep), hanno certamente margini di miglioramento come è naturale che sia, ma meritano di essere premiati per un esordio come questo.
75/100