Titolo: Underwater Dancehall
Autore: Pinch
Anno: 2007
Elemento:

Prima uscita su full length per Rob Ellis, in arte Pinch, Underwater Dancehall può essere visto oggi come il primo passo concreto verso l'espansione di una musica nata per i club inglesi e pian piano divenuta centro di molte, e talvolta inaspettate, attenzioni. Capobanda della scena di Bristol e fondatore della Tectonic, Pinch non ha mai nascosto la sua passione per il reggae e la world music. Il fascino di Underwater Dancehall non sta solo nei beat, la cui grandezza balza all'occhio nella seconda parte tutta strumentale di questo doppio seminale, che agevolano il lavoro di tanti protagonisti noti e meno noti di lì a seguire. Visti i traguardi raggiunti dalla dubstep oggi, si pensi a King Midas Sound, è più facile riconoscere i meriti al primo lato, intriso di un forte sapore cosmopolita, che meglio si addice ad un ascolto domestico e offre un territorio fertile per future sperimentazioni. E' da qui che la dubstep deve ripartire se vuole conquistare i meno propensi alla sala da ballo, è questa la strada da seguire per coinvolgere un pubblico difficilmente disposto a scendere a patti con movenze danzerecce e cocktail sotto le stroboscopiche. Pinch, con le necessarie collaborazioni vocali, inanella uno dopo l'altro pezzi ricchi di un immaginario afro-americano che pure non si lasciano scappare le influenze bianche: dub, reggae, r'n'b e world music si scontrano in Underwater Dancehall, e i vari frammenti vengono raccolti e riposizionati a piacere. Alziamo i volumi e veniamo trascinati con forza alle origini di questi suoni, riconducibili ai sound system giamaicani ai quali la dubstep deve più di una strizzatina d'occhio. Del concittadino trip-hop, Pinch sembra la necessaria, se non migliore, evoluzione, aggiornando la sua lezione attraverso la musica elettronica più cool del momento e proponendo quanto di più vicino alla forma-canzone la dubstep aveva prodotto prima di Underwater Dancehall.