Titolo: Degenerate
Autore: Vex'd
Anno: 2005
Elemento:

Degenerate è uno dei primi grandi colpi piazzati dalla scena. Salutato inizialmente come un disco di drill'n'bass, è poi revisionato non appena si cominciano a riconoscergli le credenziali tipiche della dubstep. Jamie Teasdale e Roly Porter sono entrambi di Londra, si conoscono all'Università di Bristol, dove pubblicano i primi 12 pollici per la Subtext, raccolti poi nel secondo disco di Degenerate. Si tratta di musica techno-step virale che sposta i confini del drum and bass verso qualcosa di obliquo perfino agli schemi di madre Warp. C'è poco tempo per respirare in tracce guida come "Lion" e "Angels": i battiti notturni non danno tregua o quando lo fanno, tornano subito dopo per tirare giù quel poco che è rimasto in piedi. Con un ritmo incalzante che ha poco a che vedere con relax di certi attori dub, Degenerate si pone come ponte fra l'Aphex Twin invasato delle tracce più techno di Drukqs, e appunto il materiale più atmosferico di casa Hyperdub, assestandosi su uno sfondo integratore che sa tanto di industrial oltre che di breakbeat. È da considerarsi strumentale, perché i campionamenti vocali non fanno altro che argomentare il tessuto sonoro, come e più che in altri artisti di settore. Convince di più Degenerate vero e proprio, ovvero il primo disco, piuttosto che la sua appendice contenente i primi singoli del duo, perché appare più ricco di sfumature e imprevidibilità, grazie anche a dei falsi intermezzi che si rivelano in realtà parte decisiva del progetto, come nel caso di "Crusher Dub" o "Cold", in cui è già disegnato l'immaginario notturno del film di Burial. Sebbene a tratti fin troppo radicale ed acerbo per essere ascritto allo stile, Degenerate è per diversi dei suoi tratti un riferimento per quanto avvenuto dopo, e dunque un passaggio obbligato per quelli che vogliono raccontare la storia della dubstep.
74/100