Scritto da D.B.
Titolo: Margins Music Autore: Dusck + Blackdown Anno: 2008 Elemento:

Questo duo londinese si merita tutte le attenzioni rivoltegli dalla critica più attenta. Andando oltre il dubstep, recuperando le radici del genere (2-step, grime e sound system britannico su tutte), Dusk e Blackdown mettono in musica il loro personale occhio sulla vita metropolitana moderna. La megalopoli in questione è Londra, ma è quasi superfluo sottolinearlo. È lampante, traspare in tutto l'album anche grazie ad un paesaggio urbano espresso in musica che parla le mille lingue del multiculturalismo, tratto tipico della capitale britannica. Un paesaggio estremamente affollato che sembra essere una risposta all’intimità espressa da altri esponenti dello stesso ambiente musicale, tra cui Burial e Clubroot. I margini della società sono la fonte della loro ispirazione, riflessa nelle melodie e nei campionamenti, sempre in primo piano, riguardanti l’Est, l’Asia, con particolare attenzione al subcontinente indiano, al Giappone (interessanti i richiami al Taiko in “The Drumz”) e al mondo arabo-islamico. Il disco si presenta comunque molto vario e fresco, con tracce che si spingono in alcuni casi verso un certo tipo di grime allucinato(rio) (“The Bits”), altre dall’attenzione più marcatamente ambient e altre ancora studiate appositamente per i club. Grazie a questa varietà di sfaccettature e alla loro apertura di vedute sulla plasticità della musica etnica, Dusk e Blackdown forgiano un album espressione dell'attitudine culturalmente disinibita di chi vive ai margini.
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