
Si Kryptic Minds (Simon Shreeve) e Leon Switch (Brett Bigden) sono due artisti che da una decina d’anni si aggirano a braccetto all’interno della scena Drum and Bass. Il loro LP d’esordio Lost All Faith, datato solo 2007 e accolto con grandissimo entusiasmo da pubblico e critica, rappresenta il punto d’arrivo di una carriera passata nell’underground, tra un djset e l’altro. Ma dopo aver raggiunto questo traguardo - come loro stessi hanno dichiarato in diverse interviste rilasciate alla stampa specializzata britannica - il duo ha sentito il bisogno di evolversi, di sperimentare in nuove direzioni. Ecco quindi che hanno scelto di rallentare la loro musica, passando dai 170-180 bpm tipici della drum’n’bass ai 140 della dubstep. Ecco quindi il provvidenziale incontro con Loefah tramite il comune amico Youngsta (entrambi nomi di spicco e pionieri della dubstep), il sodalizio con la sua etichetta Swamp81 e la pubblicazione di One of Us, sotto il nome Kryptic Minds. Bassi distorti che fanno tremare le viscere, beat dubstep, atmosfere buie, melodie dal sapore mediorientale e cantilene eteree: ecco gli ingredienti di questo album. Le dodici tracce sono altrettante tappe di un viaggio notturno ipnotico e quasi ossessivo. Infatti, se è vero che ci sono almeno un paio di pezzi adatti al dancefloor (“Six Degrees” e la titletrack su tutte), e che quasi tutti i brani hanno senso anche presi da soli, l’album pare perlopiù concepito per l’ascolto unitario e domestico. La potenza dei bassi e la nitidezza della produzione rendono l’ascolto ad alti volumi obbligatorio, così da poter cogliere appieno il notevole lavoro di ricerca sonora compiuto dai nostri. Da segnalare l’ennesima citazione dall’universo filmico in “Dissolved”: questa volta si tratta di un sample tratto dalla sceneggiatura di The Lawnmower Man, Il Tagliaerbe nella traduzione italiana, per continuare quella che sta diventando una consuetudine dei producers inglesi di questo ambiente. Inutile perdersi in ulteriori descrizioni, ci limitiamo a dire che si tratta di un’ulteriore perla spuntata dall’infinitamente florida scena della Urban Music inglese e che ci piace parecchio: nel suo campo, una delle migliori uscite dell’annata.
80/100