dark techno. Nuova fatica per Luke Slater, produttore elettronico di vecchia data, che con The Messenger decide di addentrarsi nei paesaggi della techno più scura, ricordando molto Lucy. Ma a differenza dell’artista italiano, Slater non ha alcun intento morale o di protesta: per lui è tutto un gioco. Qualche atmosfera gelida (“Beauty in the Fear”), un po’ di surrealismo (“Kray Squid”) ma soprattutto, tante casse demolitrici che mirano solo a smuovervi dalla sedia. Provare “Bell Blocker” o “Cold Bolster” per credere.
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78/100 |
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