Titolo: Emika
Autore: Emika
Anno: 2011
Elemento:
new dub heroine. Emika, venticinquenne residente a Berlino, al suo disco d'esordio è già una perla tra le più luminose dell'oceano della musica elettronica. È una ragazza estremamente talentuosa, conosce evidentemente piuttosto bene diversi generi musicali, pare una buona musicista e una brava cantante, dal piglio fatale, ammaliante e patetico. È pure molto furba (quasi troppo): ben cinque delle tracce presenti in questo suo primo disco (pubblicato nientemeno che dall'etichetta-culto Ninja Tune) erano già largamente conosciute, essendo state pubblicate nel corso di due anni sotto forma di EP, tutti generalmente molto apprezzati. Il dato più interessante, però, è che al loro interno compaiono remix di ricercati, importanti e svariati artisti contemporanei: dalla techno tedeschissima di Marcel Dettmann al juke forsennato del maestro DJ Rashad, dal ragazzo prodigio della house garage del nuovo millennio Kyle Hall all'ensemble radical chic Brandt Brauer Frick. E, ancora, Pinch, Scuba, Kryptic Minds… Evidentemente l'ascendente di Emika è veramente irresistibile. Se è vero che il languore dimesso da donna fragile ma forte, che sa di custodire IL segreto e che sceglie quando essere pensosa o semplicemente autodistruttiva, maudite, è un cliché che ci siamo lasciati alle spalle molto tempo fa, è pur vero che la formula si risolve, funziona, ci si ritorna, si canta a stereo spento. Infatti, nonostante le atmosfere umbratili, le dissonanze stridenti e i beat profondi e aggressivi, probabilmente mutuati dalla musica inglese dell'ultimo decennio, si può dire che le sue musiche siano intimamente pop. Senza nessun timore di poter assomigliare - e molto - alla scomparsa dea del r'n'b commerciale Aaliyah in "Common Exchange" (in cui si respira tutta la disparità tra la semplicità d'ascolto generale e la robusta distopia sonora particolare), alla canzone più nota dei Massive Attack in "Professional Loving" o all'attitudine sensuale, ferita e pericolosa di Beth Gibbons ("Count Backwards"), l'identità di Emika giace nei suoi stessi virtuosismi mal celati e risolti, infine, nella splendida "Credit Theme", per piano solo. Quando anche le ultime note sono ricondotte al silenzio, rimane la sensazione che tutte i turbamenti dei minuti precedenti si siano finalmente dipanati. Che insomma sia l'inizio di qualcosa di grande.
80/100
Emika su
Facebookdi Denis Bosonetto