Scritto da D.S.
Titolo: Dispel Dances Autore: Anstam Anno: 2011 Elemento: alt
altjungle uk bass. E' il loro primo vero album, ma non si tratta di un vero e proprio esordio. Quello degli Anstam per la 50 Weapons dei Modeselektor è il logico proseguimento di una serie di EP ormai lontani anche quattro anni in cui il misterioso duo teutonico (ammesso che sia un duo e che sia tedesco) ci dava dentro con del dubstep oscuro come la colonna sonora di un thriller psicologico di produzione mitteleuropea. Il ritorno è in grande stile, e amplifica alcune delle sensazioni presenti in quelle tracce ormai cadute nel dimenticatoio, ma rintracciabili nel sito ufficiale: sprazzi di jungle che fuggono via nei vicoli di un'ambientazione che appare sia teatrale che improvvisata. E poi l'amore per gli Autechre degli anni Novanta, quelli di Incunabula e Amber particolarmente, che inclina i circa 40 minuti verso un'IDM neanche così scontata al giorno d'oggi. Scarno ma efficace il tribalismo tecnologico di "In the Bull Run", aerodinamico il ritmo sincopato di "Bitten by the Snake", industriali i beat di cemento a pronta presa di "Black Friesian Monoliths", in cui sembra davvero di essere dalle parti di Gotham City. Più spaziali invece i setting della conclusiva "Say My Name" e della splendida "To All the Voices", forse il pezzo più evocativo del lotto, in cui ci si ritrova a circolare in orbita intorno a Saturno. Se c'è una traccia che dovutamente remixata può funzionare anche in pista, quella è certamente "Stone Cold Hug", in cui due storie parallele si compenetrano mettendo in scena una danza che vogliamo definire psicologica. In definitiva, oltre ad essere cinematografico, Dispel Dances sembra avere tutte le carte in regola per essere un disco da Panopticon. Non facciamo altro che inoltrarlo nell'etere, magari verso di voi.


81/100

Anstam

di Daniele Sassi
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