Titolo: Liber Dogma
Autore: The Black Dog
Anno: 2011
Elemento:
live techno. Fra i pionieri elettronici degli anni Novanta figurano i Black Dog, gruppo fratello dei progenitori dell’IDM che ha vissuto un certo numero di cambiamenti nella line-up (basti dire che due ex membri sono andati a formare i Plaid, ritornati anche loro quest’anno). Nato nel lontano 1989, ha attraversato diverse fasi compositive prima di arrivare ad oggi, ultima quella ambient di Music for Real Airports, e con Liber Dogma ha deciso di prendersi una pausa dalle sperimentazioni e di lasciarsi andare al puro istinto personale: questo è infatti un album che cerca di ricreare il suono tipico di un loro live. Stando alle parole del gruppo:
“This album is about surrendering to hypnotic, physical music played loud in big, dark rooms. It’s all about red lights, a smoke machine, a single strobe, a Funktion One soundsystem... and The Black Dog.” Ecco a voi quindi in due righe formulate dai diretti interessati la recensione del disco, o comunque la sua essenza: un flusso ininterrotto di beat techno accompagnati da un’atmosfera globalmente oscura, che riesce a rimanere in perfetto equilibrio fra spunti artistici diversi. L’intro astratta di “Dark Wave Creeping”, i synth amorfi e tetri di “The Death ov the Black Sun” e “Silent Escape” (non troppo distanti in effetti da quella massa emotiva opprimente che è l’album di Lucy), l’andamento quasi house di “Single Light Focus”, il breve rallentamento di “Feeder Rub Out” e la fusione di ambient e ritmo techno nella meravigliosa “The Black Maria”, a detta del sottoscritto la miglior traccia della raccolta: un mix coeso di quasi 60 minuti in cui si fa veramente fatica a trovare un calo di tensione od un momento in cui si smetta di ballare, ipotesi fra l'altro inverosimile quando ci sono pezzi tirati come “Drop Kick Kali”. Se volete un lavoro disimpegnato ma sofisticato e se credete anche voi che
“music is about losing yourself”, Liber Dogma è quello che state cercando.
75/100
The Black Dogdi
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