Scritto da P.R./F.dV.
altNella Metropoli di Re Mida
Remix d'autore per un classico istantaneo dei nostri giorni
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M
ai come stavolta un nome è diventato una dichiarazione d’intenti, nel progetto dei Re Mida di trasformare ogni produzione in dorate soddisfazioni sonore. Questo è il risultato che si avverte nello scorrere suoni ed invenzioni in questo ambizioso progetto di remixing e revoicing, targato neanche a dirlo Hyperdub, del già notevole Waiting for You. Imponente la mole di talento raccolta tra le mani del duo Martin-Robinson, straordinaria la loro capacità di coinvogliare idee e personalità in un disco che ristruttura con sfrontata libertà ogni suono, melodia e architettura dell'originale. Oggi, a due anni di distanza e con la scena dubstep che si è trasformata, integrata ed evoluta in altro - quando non è stata costretta a cedere il passo - quelle canzoni hanno ormai acquisito un sapore quasi mistico, si sono sedimentate in quel tessuto notturno e metropolitano che in principio ne faceva soltanto da sfondo diventando, così, dei classici; e se nomi così pesanti si sono mossi per reinterpretarle, ciò non fa altro che accrescerne il valore confermando sia questa tesi sia l'orecchio lungo di chi, al tempo, aveva già colto nella capacità dei King Midas Sound di muoversi sui confini delle etichette il potenziale per sopravvivere più comodamente di altri all'inevitabile avanzata del nuovo.

Nel supervisionare il gran lavoro, i due hanno compiuto l’impresa di lasciare scorrere paralleli i ritratti estemporanei tratteggiati dai diversi ospiti invitati a corte e i meravigliosi paesaggi soul definiti nella altmatrice d'origine; basti immergersi nelle diverse reinterpretazioni di "Goodbye Girl" di Kuedo e Deepchord, entrambe sontuose, entrambe capaci allo stesso modo di sfogare l’estro necessario nella rielaborazione del brano nella cornice tracciata dai King Midas Sound. Pregio immenso del disco è quello di spaziare in questo modo misurato ed intelligente tra stili e tocchi diversissimi, da un Mala in formissima al magnifico stravolgimento dei Gang Gang Dance, andando a coinvolgere con la nostalgia sognante dei Nite Jewel anche quell'approccio indie homemade che di questi tempi spopola ben oltre i confini del Regno Unito. Degni di menzione sicuramente gli interventi di Flying Lotus, impegnato a cucire intorno a Lost quella fitta trama sonora variopinta in modi e direzioni che ormai conosce solo lui, e dell'elegantissima Cooly G, che risveglia l'interesse per il suo disco di imminente uscita con una performance tanto inaspettata quanto esaltante. E mentre Hype Williams riesce nella difficile impresa di espandere e dare una struttura affascinante a quello che era un semplice intermezzo ("Sumtime"), arriva anche - come farne a meno? - la benedizione di Kode9 and the Spaceape, che si sobbarcano il peso e il rischio di andare a toccare quella che è sempre stata la traccia più rappresentativa e pubblicizzata di Waiting fot You: "Meltdown", soggetta a un vero e proprio processo di trasmutazione che le ha donato una profondità da trance meditativa e che, perché no, è riuscito anche a renderla nuovamente interessante.

I più attenti avranno già trovato la giusta connessione sotterranea con Re:Call to Mind dei Commix dello scorso anno: Without You è l'ennesima dimostrazione dell’evoluzione dorata della musica elettronica moderna, ormai capace di dirigersi dove nessun altro genere può, tanto da dare a un disco di remix le sembianze di un fratello artificiale dotato di una vita e di una dimensione propria, ma sottilmente ed elegantemente affine all'originale. Magie da Re Mida.


King Midas Sound

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Pierluigi Ruffolo

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