Titolo: We Stay Together
Autore: Andy Stott
Anno: 2011
Elemento:
deep. Un suono estremo, denso e caldo. Così Andy Stott ci incantava solo tre mesi fa con quel discone di Passed Me By. Sorprende, un poco, ritrovarlo nuovamente sulle nostre pagine; non soprende, invece, che sia ancora in forma strepitosa con We Stay Together. Scavando (quale miglior verbo?) nel magma dronistico e pulsante che fa del suo recente predecessore una delle uscite di punta in questo 2011, per una Modern Love sempre più matura e dark, Andy Stott lascia tutti a bocca aperta per portata e coerenza della proposta musicale. Potremmo rileggere le righe scritte mesi fa proprio qui sul Panopticon, cambiando solo i titoli delle canzoni, tanta è la sinergia che vi troviamo. Ma non possiamo non sottolineare a voi lettori come l'ambient da
quarto mondo dell'iniziale "Submission" venga troncata dalla cassa al rallentatore di "Posers", che nelle pause tra una battuta e l'altra nasconde un ritornello che sembra rubato ai Daft Punk di Discovery, cantato però da una tribù di cannibali con il riverbero di una isola del Pacifico. "Bad Wires" incalza con un ritmo più sostenuto nel bpm che lentamente si fonde con note minimali di pianoforte, mentre tutto sotto scorre: droni, bassi giganti, tribalismi ovattati; la connessione con i compagni di scuderia Demdike Stare è oramai un sodalizio di spirito e non più solo di direzione artistica. "We Stay Together (Part One)", la titletrack, riprende la tematica della "Passed Me By" che chiudeva il precedente album, ma questa volta sono distorsioni al reverse e un arpeggio malato a prendere il sopravvento sull'ascoltatore, tramortendolo. Atmosfera invece più danzereccia nella successiva "Cherry Eye", con quel granitico ambient nero come la pece ad impreziosire una trama che da sola, e senza la mano di Andy, suonerebbe banale e già sentita. Questa è classe. Dopo cinque brani di tale portata, la finale "Cracked" risulta forse essere la meno potente ed innovativa, ma il livello è comunque mostruoso se rapportato agli standard del mercato dance intelligente là fuori; il ritmo, dalla sua, batte fino all'ultimo secondo del disco e c'è da scommetterci che la Modern Love e noi tutti non vediamo l'ora che ricominci ancora.
80/100
Modern Lovedi
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