Titolo: Passed Me By
Autore: Andy Stott
Anno: 2011
Elemento:
deep[/i]. Passed Me By è qualcosa di decisamente particolare. È una discesa agli inferi del suono attraverso l'apertura alla terra, è musica tellurica, ctonia, nera (in tutti i sensi). Andy Stott è qualcosa di decisamente fuori dal normale. Da queste due premesse si può partire per parlare di questo nuovo lavoro per Modern Love, sette brani inaspettati e sorprendenti. Dopo aver apprezzato un'opera come Merciless, parlare di sorpresa in realtà sarebbe sbagliato, vista la capacità produttiva della macchina Stott, però certamente una certa dose di stupore è inevitabile davanti alla traccia di apertura, "New Ground", che ci introduce perfettamente in quella che è la massa sonora dell'intero LP. La techno si sviluppa e si ingigantisce, come gonfiandosi in uno strabordare interiore (si ascolti l'attacco di "North to South"), dilagando dentro se stessa in una progressione di bassi assolutamente rara. A differenza di altre sedi sperimentali, Passed Me By non cerca il tiro di un Ambivalent (quest'anno protagonista, fra l'altro, dell'ottimo Brooklyn Weekdays in compagnia di Alexi Delano) o le avventure a zigzag di un 2562, ma, al contrario, unisce un elemento dub alla linearità della techno classica, in nome di una techno dub tutta particolare. La calorosità di un Echologist, anche egli alle prese con un album di tutto rispetto in questo 2011 più avantgard-oriented che mai, pare poca cosa dinanzi alla carica implosiva di una "Intermittent", a suo agio tanto nella parte ritmica quanto in quella allusivamente melodica; "Dark Details" è fra Actress e Shed, ma forse un gradino più in basso nel magma della terra; "Execution" si presenta come ambient manipolato, anzi, giostrato dal beat, mentre la conclusiva titletrack schiaccia l'ascoltatore con tutto il peso del proprio roteare caldo, in un'orbita attrattiva di cui è possibile toccare la densità. Siamo davanti ad un suono estremo. Estremi, superiamo il futuro dentro di noi. 8/10 (Gi.C.)[/spoiler]
deep. Passed Me By è qualcosa di decisamente particolare. È una discesa agli inferi del suono attraverso l'apertura alla terra, è musica tellurica, ctonia, nera (in tutti i sensi). Andy Stott è qualcosa di decisamente fuori dal normale. Da queste due premesse si può partire per parlare di questo nuovo lavoro per Modern Love, sette brani inaspettati e sorprendenti. Dopo aver apprezzato un'opera come Merciless, parlare di sorpresa in realtà sarebbe sbagliato, vista la capacità produttiva della macchina Stott, però certamente una certa dose di stupore è inevitabile davanti alla traccia di apertura, "New Ground", che ci introduce perfettamente in quella che è la massa sonora dell'intero LP. La techno si sviluppa e si ingigantisce, come gonfiandosi in uno strabordare interiore (si ascolti l'attacco di "North to South"), dilagando dentro se stessa in una progressione di bassi assolutamente rara. A differenza di altre sedi sperimentali, Passed Me By non cerca il tiro di un Ambivalent (quest'anno protagonista, fra l'altro, dell'ottimo Brooklyn Weekdays in compagnia di Alexi Delano) o le avventure a zigzag di un 2562, ma, al contrario, unisce un elemento dub alla linearità della techno classica, in nome di una techno dub tutta particolare. La calorosità di un Echologist, anche egli alle prese con un album di tutto rispetto in questo 2011 più avantgard-oriented che mai, pare poca cosa dinanzi alla carica implosiva di una "Intermittent", a suo agio tanto nella parte ritmica quanto in quella allusivamente melodica; "Dark Details" è fra Actress e Shed, ma forse un gradino più in basso nel magma della terra; "Execution" si presenta come ambient manipolato, anzi, giostrato dal beat, mentre la conclusiva titletrack schiaccia l'ascoltatore con tutto il peso del proprio roteare caldo, in un'orbita attrattiva di cui è possibile toccare la densità. Siamo davanti ad un suono estremo. Estremi, superiamo il futuro dentro di noi.
80/100
Andy Stott