intimate dub techno. Chi ha già celebrato il funerale della dub techno dovrebbe ricredersi e riconoscere all'etichetta Ecochord la qualità delle sue pubblicazioni, reminiscenti ma lontane dalla classicità Basic Channel e Chain Reactor. Traces è sia questo progredire infinito di vibrazioni basse e intime, movimento continuo, singolo, chiusi gli occhi, sia una pulsazione profonda e tellurica quasi tribale (insisto sulla bruttezza colonialista del termine, ma tant'è). In "Stations", ad esempio, qualche bella citazione dei Bark Psychosis, precede l'introduzione techno minimale di "Motion 3", in un fluire comunque organico, comunque omogeneo, mentre, traccia per traccia, il disco cambia e si differenzia rimanendo lo straordinario oggetto musicale scolpito che è. Maturo, consapevole, consigliato.
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77/100 |
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