Scritto da G.F.
Titolo: In the Aeroplane Over the Sea Autore: Neutral Milk Hotel Produttore: Robert Schneider Anno: 1998 Etichetta: Merge Elemento:

A
lle volte basta una piccola cosa per cambiare una vita. Una giornata di pioggia, un “sì” al posto di un “no”, una canzone, un'idea folgorante.

La vita di Jeff Mangum è cambiata tra il 1996 e il 1998. Era uscito da poco On Avery Island, esordio rozzo ed emotivo a nome Neutral Milk Hotel, ovvero lo stesso Mangum e chiunque gli capitasse intorno e sapesse imbracciare uno strumento. L'etichetta Elephant 6 stava iniziando a prendere forma, un'idea affascinante e a modo suo innovativa, a metà tra lo spirito indie fatto di tape-trading e jam session e una sorta di revival psych-folk tutto visioni allucinate e spiritualità. Tutto stava andando bene per Mangum, e come da copione successe qualcosa che ne segnava la vita e l'arte.
Quel qualcosa, curiosamente, è la lettura di un libro – uno di quei libri che tutti i ragazzini leggono alle scuole medie e che Mangum, per qualche motivo, aveva sempre ignorato.
Il libro è Il Diario di Anna Frank, la struggente storia della ragazzina ebrea morta di tifo a Bergen-Belsen. Un piccolo, commovente racconto di guerra che ha segnato una buona fetta delle giovani generazioni del mondo occidentale dagli anni '40 ad oggi.

In The Aeroplane Over The Sea è dunque un omaggio ad Anna Frank, alla sua memoria (“Anna's ghost all around, hear her voice as it's rolling and ringing through me”, canta Mangum nella titletrack) e all'universalità della sua storia. Ma è un omaggio quasi indiretto, sporcato dalle visioni di Mangum, che come in un sogno miscela episodi tratti dal Diario con i suoi ricordi d'infanzia, momenti di intensa spiritualità con la carica erotica che solo un adolescente in crescita può avere. Le storie raccontate da In The Aeroplane Over The Sea sono in egual modo europee e americane, storie di guerra e storie di pace, fuga dalla realtà e scoperta di essa. C'è un'urgenza nel modo di suonare e di cantare di Mangum che deriva dal suo entusiasmo quasi fanciullesco, dalla sua necessità di comunicare, di cantare ad alta voce le sue gioie e le sue tristezze. Se potessimo azzardare un paragone alto e quasi blasfemo, il secondo disco dei Neutral Milk Hotel ha la stessa carica espressiva di una poesia di Pascoli, un misto di sesso e sudore, travolgente come crescere e intimo come un sussurro.

Ma non crediate che In The Aeroplane Over The Sea sia tutto cuore e niente cervello. Mangum e i suoi musicisti erano a modo loro degli sperimentatori, e sono riusciti a fondere il folk istintuale di Bob Dylan e Neil Young con il rumorismo dei Sonic Youth. I tre movimenti di “The King Of Carrot Flowers” stanno lì a dimostrarlo: iniziano come una qualsiasi canzone quattro-accordi-e-voce per trasformarsi in una cavalcata trascinante ai limiti della violenza. La psichedelia e gli anni '60 affiorano negli episodi più dilatati come la quasi-suite “Oh Comely” e l'oscura gemma “Communist Daughter”, mentre non mancano le piccole gemme pop come la titletrack.
Il vero valore aggiunto di In The Aeroplane Over The Sea, comunque, risiede forse negli arrangiamenti inusuali. Si racconta che in sede di registrazione Mangum non volle rilassarsi eccessivamente usando strumenti banali e conosciuti, rendendo il disco un caleidoscopio di theremin, fiati, organo hammond, chitarre lo-fi, cornamuse e un'infinità di altri suoni e rumori. Il tutto senza scadere nella cervelloticità o nel troppo strano: non c'è una sola melodia o una sola linea vocale che non si stampi subito in testa, che non venga voglia di cantare a squarciagola.

Lasciateci riciclare un vecchio luogo comune dicendo che, come tutte le grandi opere d'arte, In The Aeroplane Over The Sea non è esente da difetti. Potreste arrivare ad odiare il cantato di Mangum, sguaiato e senza controllo, oppure l'approccio sperimentale alla registrazione e al mix. Potreste, almeno finché non vi renderete conto che non c'era altro modo per creare questo disco, che le stecche su “Two-Headed Boy” sono ciò che lo rende un gran pezzo, che In The Aeroplane Over The Sea è praticamente un disco che si è scritto da solo.

Passato quasi in sordina al momento dell'uscita, il secondo disco dei Neutral Milk Hotel è pian piano cresciuto nella coscienza collettiva degli indie boys, diventando uno dei grandi classici degli anni '90.
Alle volte basta una piccola cosa per cambiare una vita. Provate ad ascoltare In The Aeroplane Over The Sea, chissà che non diventi la vostra piccola cosa.
01 The King of Carrot Flowers Pt. One
02 The King of Carrot Flowers Pts. Two & Three
03 In the Aeroplane Over the Sea
04 Two-Headed Boy
05 The Fool
06 Holland, 1945
07 Communist Daughter
08 Oh Comely
09 Ghost
10 [untitled]
11 Two-Headed Boy Pt. Two
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