Scritto da M.U.

Titolo: Pornography Artista: Cure Produttore: Phil Thronalley, Cure Anno: 1982 Etichetta: Fiction Elemento:


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li anni '80 non sono stati certo poveri di dischi enormi e band di culto. Sappiamo ormai benissimo i nomi che circolavano in quel periodo, per cui non c'è bisogno di stilare il solito meschino e scontato elenco sconosciuto solo a chi in quel periodo si era fissato con la disco music. Ma sappiamo anche la fine che molti di questi nomi hanno fatto.
Tra gli artisti piu' rappresantivi di quel periodo e che ancora oggi si contendono il successo troviamo U2, Depeche Mode, REM e Cure. Quanti di questi gruppi di rilievo sono sopravvissuti (in termini puramente musicali, chiaramente) agli anni '90? Vediamo: gli U2 hanno iniziato brillantamente i Novanta e poi si sono arenati, proponendo e riproponendo canzoni tutt'altro che memorabili, specialmente se si tiene conto di quello che hanno fatto in passato. Stessa sorte sembra essere toccata ai REM, capaci di scrivere perle lucenti come Murmur e Automatic For The People, per poi raggiungere uno stallo creativo che non li porterà più dove erano stati fino al recente colpo di coda con Accelerate. I Depeche Mode, invece, sono ancora i maestri indiscussi del synth-pop e se la cavano egregiamente, nonostante gli screzi fra i membri, senza tuttavia eccellere con un disco realmente memorabile da ormai diversi anni. E poi ci sono i Cure di Robert Smith, band dalla carriera costellata di alti e bassi, probabilmente oggi non in grado di concepire un disco che sfiori la bellezza di quelli prodotti fino a qualche anno fa. Un vero peccato che la discografia degli anni '90 dei Cure non sia all'altezza di quanto fatto nel decennio precedente, senza considerare, poi, i nuovi arrivati che cercano in qualche modo di replicare o modernizzare il loro lavoro con risultati abbastanza ridicoli.

Nel loro primo periodo, i Cure hanno saputo costruire e definire un genere musicale cui sono stati dati diversi appellativi, tra cui dark-wave o semplicemente dark. Nell'arco di tre dischi (Seventeen Seconds, Faith e Pornography), Robert Smith e fidi compagni hanno racchiuso tutti gli incubi individuali e collettivi, disegnando un immaginario nero e privo di speranza in cui si può quasi toccare con mano la metamorfosi delle note in lacrime, il lento e inesorabile passaggio in un oscurità che non ci abbandonerà mai. Praticamente band simbolo di quella che fu un'epoca vera e propria, insieme ad altri nomi più o meno blasonati.
E per quanto indiscutibile sia la bellezza di Seventeen Seconds e Faith, è con Pornography che i Cure voltarono definitivamente le spalle a chiunque appartenesse al movimento dark. E' con quest'album che si elevarono un gradino al di sopra di tutti gli altri e gettarono il loro terribile manto nero su tutti i loro ascoltatori. L'inconfondibile voce di Smith e' disperata e recita quelle che sono le sue paure più profonde. Gallup pietrifica con il suo basso, semplice e al tempo stesso geniale e ci lascia attoniti ad ammirare lo spettacolo della loro e della nostra tristezza. Soluzioni che impunemente verranno riprese negli anni a seguire anche da artisti che del dark colgono esclusivamente gli aspetti più superficiali.
Scorrono questi quaranta minuti, scorrono e riempiono quei solchi profondi del nostro animo che non sempre siamo in grado di trovare senza un aiuto esterno. Il filo con cui i Cure tengono legate le canzoni è teso in modo tale da racchiudere anche noi, ma il nodo è troppo stretto in certi passaggi e fa male ("Siamese Twins"). Vero e' che altrove la presa è allentata, e ci viene data la possibilità di trarre piacere da quello che ascoltiamo. Ritroviamo nelle note di quest'opera alcuni dei momenti più alti mai raggiunti dai Cure, un lirismo che loro stessi stenteranno a replicare. Pornography consolida un suono che Smith e compagni sembravano inseguire con successo già da tempo, e lo fa nella stesura dei pezzi, mai banale e realmente drammatica come così tanti hanno cercato di replicare:

a shallow grave
a monument to the ruined age
ice in my eyes
and eyes like ice don't move
screaming at the moon
another past time

your name
like ice into my heart

Pornography non lascia dubbio alcuno sui Cure: ce li mostra in tutta la loro grandezza, nella loro magnifica importanza per un genere e per la musica tutta. E' per il gruppo il disco più significativo, quello della vera e propria svolta e quello che, in fondo, contiene tutti gli elementi di punta dei Cure, costellato com'e' da prove compositive di altissimo livello e liriche di pari passo, tra momenti di intensa solitudine e profonda malinconia.
Un passaggio obbligato per tutto quello che ascoltiamo oggi, un disco che soffre e fa soffrire, immancabile e spesso indispensabile.

 

 

01. One Hundred Years
02. A Short Term Effect
03. The Hanging Garden
04. Siamese Twins
05. The Figurehead
06. A Strange Day
07. Cold
08. Pornography

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