Scritto da M.U.
Titolo: Repeater Autore: Fugazi Produttore: Ted Nicely Anno: 1990 Etichetta: Dischord Elemento:
I
Fugazi sono uno di quei classici gruppi che si ama o si odia, nessuna via di mezzo. Perennemente in lotta con le major e portavoce di quella che verrà chiamata scena emo-core, termine che vuol dire tutto e niente, la band di Ian McKaye e Guy Picciotto nel corso della propria carriera ha saputo dare nuova vita a punk e hardcore fondendoli con new wave e noise, mix che trova la sua più bella e completa espressione in questo 'Repeater'.
Appena qualche secondo, una lieve introduzione ed ecco che le chitarre di 'Turnover' e, poco dopo, la voce esplodono. Ma l'urgenza dell'hardcore lascia subito spazio a una melodia tanto immediata quanto convincente. Ed è questa attenzione per il suono a farla da padrone per tutto l'album. Nel corso di 'Repeater', infatti, le chitarre di McKaye e Picciotto sono sempre elegantemente in sintonia e si muovono all'unisono su sonorità punk e noise. Il disco scorre con una naturalezza sconvolgente: nessuna delle influenze e dei generi che la musica della band di Washington D.C. richiama prende il sopravvento e non è raro, all'interno di un unico pezzo, trovarci di fronte a momenti intensi e veloci che subiscono rallentamenti improvvisi e al punto giusto, per poi sfociare nell'immancabile ritornello. Sporche e ruvide, le canzoni alternano grida disperate a note più orecchiabili e paradossalmente più pulite, in un susseguirsi di distorsioni non troppo lontane da quelle ben più note dei Sonic Youth, ma sicuramente più spedite. Batteria e basso, per quanto non siano i protagonisti assoluti nella musica dei Fugazi, offrono una base ritmica che rende ancora più coinvolgente e compatto il sound del gruppo.
C'è rabbia nei Fugazi, ma non irruenza. Non si limitano a travolgerci con suoni taglienti e grida al limite del sopportabile. Investono, invece, in una ricercatezza formale che li allontana dai passati puramente punk dei due chitarristi. Pezzi come 'Merchandise', 'Styrofoam' e 'Reprovisional' sono le basi per tutta una scena che si svilupperà nel corso degli anni '90, ma che nessuno, nemmeno i Fugazi stessi, riuscirà più a rivoluzionare.
In 'Repeater', non c'è una canzone che prevarica le altre, sono tutte validissime e prese singolarmente sono tra i migliori pezzi che i Fugazi abbiano mai scritto durante il loro infaticabile percorso musicale. E' sufficiente ascoltare l'avvincente 'Greed', o 'Styrofoam' con quello splendido riff in apertura, o anche la strumentale 'Brendan #1', dove è il basso a porre le basi per la melodia, per capire che cosa hanno in mente questi musicisti.
Undici pezzi (successivamente 'Repeater' sarà ristampato con tre canzoni in coda, che non aggiungono ne' tolgono niente alla qualità di questo disco), grazie ai quali i Fugazi scrivono una pagina importante della loro storia, sicuramente la più significativa, e si pongono di prepotenza come termine di paragone per tutti quegli artisti che in un modo o nell'altro approcciano la musica con un occhio sempre rivolto al passato. Spesso dimenticata, la band di McKaye e Picciotto ha dimostrato nel corso degli anni una coerenza che farebbe impallidire alcuni nomi di punta del panorama musicale odierno, diventando una delle migliori realtà underground della scorsa decade.
01. Turnover
02. Repeater
03. Brendan #1
04. Merchandise
05. Blueprint
06. Sieve-Fisted Find
07. Greed
08. Two Beats Off
09. Styrofoam
10. Reprovisional
11. Shut the Door
You are here:   RecensioniDischi ChiaveFugazi (1990) Repeater
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.